Cento biker, una settimana nel Sahara tunisino e un’unica regola: quella dettata dal deserto. Dall’8 al 15 novembre Carmine Elia sarà di nuovo al via del Tembaine Desert Rally, per il secondo anno consecutivo. Questa volta non lo farà da coach, ruolo che ricopre ogni giorno tra allenamenti, programmazione e preparazione degli atleti, ma da atleta.
Dalla panchina alla sella: la sfida di Carmine Elia
Lo sport è il suo lavoro, ma prima ancora è una passione. Ed è proprio questa passione a spingerlo, ancora una volta, lontano dal suo ambiente abituale. «Ci sono sfide che nascono dalla voglia di vincere, altre dalla necessità di dimostrare qualcosa – racconta –. E poi ci sono quelle che nascono semplicemente dal desiderio di mettersi alla prova, di uscire dalla propria quotidianità e scoprire fin dove si può arrivare».
Per Elia il Tembaine rappresenta soprattutto questo: un’esperienza che va oltre la semplice competizione sportiva.
Il Tembaine Desert Rally, una gara dove comanda il deserto
Chilometri di sabbia, piste, dune, navigazione e fatica. Il Tembaine Desert Rally mette i partecipanti di fronte a un ambiente straordinario e ostile allo stesso tempo, dove servono capacità di adattamento, lucidità e determinazione.
«In un contesto del genere non basta essere allenati – spiega Elia –. Bisogna saper gestire le energie, interpretare il terreno, prendere decisioni e trovare dentro di sé le risorse per andare avanti anche quando tutto diventa più difficile».
In gara con una e-bike Olympia e motore Polini
Il preparatore cilentano affronterà il rally in sella a una e-bike Olympia equipaggiata con motore Polini e batteria da 800 Wh. Un mezzo tecnologicamente evoluto, che richiederà però una gestione attenta e intelligente dell’energia. «Anche con il supporto della tecnologia – sottolinea – nel deserto il vero protagonista rimane sempre chi pedala».
Competizione e scoperta: gli obiettivi nel Sahara
La componente agonistica non manca. Elia non lo nasconde: gli piace competere, misurarsi con gli altri e puntare al miglior risultato possibile, affrontando le prove speciali con la giusta strategia. Ma il valore dell’esperienza, assicura, non si misurerà solo con la classifica.
Il deserto, con i suoi spazi immensi e i suoi silenzi, diventa il luogo ideale per cambiare prospettiva. «Parto con la voglia di vivere ogni chilometro, ogni difficoltà, ogni emozione – dice – con il rispetto per un ambiente che non concede improvvisazioni e con la consapevolezza che ogni esperienza del genere lascia qualcosa dentro».
Il Cilento tra le dune di Tembaine
C’è poi un aspetto a cui tiene particolarmente: portare idealmente con sé la sua terra e far conoscere il Cilento anche attraverso questa avventura.
«Non so esattamente cosa mi aspetterà tra le dune di Tembaine – conclude –. So soltanto che voglio arrivarci preparato, affrontare la sfida con coraggio e tornare con qualcosa in più rispetto a quando sono partito. Perché non sempre si parte per arrivare primi. A volte si parte per scoprire quanto lontano si può arrivare».
L’avventura di Carmine Elia è sostenuta da Rival Bike Lab e Cicli Olympia.
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