L’incontro tenutosi in Regione Campania lo scorso 2 novembre tra il Governatore Roberto Fico e i Sindaci dei Comuni interessati – Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese – sulla delicata vertenza dei Punti Nascita si è concluso con un nulla di fatto. Il destino del Punto Nascita dell’ospedale “Immacolata” di Sapri rimane sospeso, alimentando fortissime preoccupazioni nel Golfo di Policastro, nonostante il valore strategico ed essenziale che la struttura riveste per l’intera comunità e per la tutela della salute pubblica locale.
La posizione del ginecologo Torsiello: “Nessuna soluzione di compromesso”
Sulla vicenda è intervenuto in modo fermo il dottor Bruno Torsiello, ginecologo dell’ospedale di Sapri, ribadendo l’importanza cruciale del presidio e il sostegno espresso dalle amministrazioni locali. “Sappiamo tutti quanto sia importante questo Punto Nascita e non a caso è in atto una mobilitazione netta a sua difesa – ha spiegato Torsiello –.Siamo felici che la politica locale, e in modo particolare il Sindaco di Sapri, si sia mossa con decisione e con una posizione chiara. Il Punto Nascita o è aperto o non lo è: soluzioni alternative non possono esistere, poiché metterebbero a rischio la salute delle donne e dei bambini, oltre a compromettere la professionalità dei medici chiamati ad alternarsi nell’attesa di un’eventuale emergenza da gestire senza la dovuta preparazione”.
La deroga dei 500 parti e la disparità di trattamento
Il medico si è poi soffermato sul vincolo normativo legato al numero minimo di nascite annue. “In Italia ci sono circa cento Punti Nascita che operano in deroga pur conteggiando meno di 500 parti all’anno: non si comprende perché tra questi cento non possa rientrare anche quello di Sapri – ha incalzato il ginecologo –. Restiamo in attesa delle decisioni della politica, auspicando che sappia comprendere e interpretare le reali esigenze del territorio”.
L’appello sulla legge Balduzzi: “Si applichino le stesse regole per tutti”
In merito al rispetto del limite previsto dal Decreto Balduzzi, Torsiello ha rimarcato la necessità di garantire uniformità di giudizio e trasparenza su scala provinciale e regionale. “Se la soglia dei 500 parti è stabilita dalla legge, allora deve essere applicata con immediatezza e contemporaneamente a tutte le strutture che si trovano al di sotto di tale parametro. In provincia di Salerno Sapri non è l’unico presidio sotto la soglia: la legge non può prevedere deroghe ad personam e va applicata a tutti senza fare sconti a nessuno”, ha concluso.
