L’associazione Pisciottachevorrrei ha sollevato l’attenzione sulle criticità legate alla manutenzione delle strade comunali nel territorio di Pisciotta, puntando il dito contro le modalità operative degli interventi di sfalcio. Secondo la realtà associativa, il problema risiederebbe in una prassi consolidata che rischia di compromettere la stabilità idrogeologica dell’area.
Nel mirino c’è la gestione dei residui vegetali lasciati lungo i bordi delle strade. “Riconosciamo il lavoro degli addetti della Arechi Multiservice, ma non si può chiudere gli occhi su un problema metodologico oramai cronico: tagliare l’erba e lasciarla marcire nelle cunette assieme alla terra non è manutenzione, è la premessa per il prossimo disastro”, ha dichiarato l’associazione.
I rischi per la sicurezza idrogeologica
Il nodo centrale della protesta riguarda il pericolo concreto di ostruzione dei canali di scolo. L’accumulo di materiale organico e detriti forma veri e propri sbarramenti che bloccano il normale deflusso dell’acqua piovana.
Questo fenomeno innesca una reazione a catena: “Il materiale organico fa da concime per far ricrescere l’erba ancora più forte di prima, mentre l’acqua, non trovando sfogo, sormonta la carreggiata e si riversa a valle”. Una situazione che aumenta esponenzialmente il pericolo di frane e cedimenti del terreno, richiedendo successivamente interventi straordinari e onerosi da parte della Provincia per il ripristino della viabilità.
La richiesta di maggiore trasparenza e prevenzione
I rappresentanti dell’associazione evidenziano come questa modalità operativa si traduca in un utilizzo inefficiente delle risorse pubbliche. “Permettere che i residui di taglio restino nei canali di scolo significa trasformare un servizio pubblico in uno spreco continuo di denaro e in un rischio costante per la sicurezza idrogeologica del territorio”, sottolineano, rivendicando la necessità di operazioni complete che includano la rimozione e il corretto smaltimento dello sfalcio.
La replica di Arechi Multiservice
La risposta della società partecipata non si è fatta attendere. Attraverso il presidente Marco Sansone, l’azienda ha aperto al dialogo e a una revisione delle procedure operative per rispondere alle istanze del territorio.
«Tagliare l’erba non basta se l’intervento non si inserisce in una manutenzione complessiva ed efficace della strada e delle sue pertinenze, compresa la corretta funzionalità delle cunette e dei sistemi di deflusso delle acque», ha affermato Sansone. Il presidente ha inoltre confermato l’impegno verso una migliore programmazione: «Stiamo lavorando proprio per questo: programmare meglio, coordinare gli interventi e verificare con maggiore attenzione il risultato finale. Le segnalazioni costruttive dei cittadini, quando evidenziano problemi reali, sono uno stimolo utile per rendere il servizio sempre più efficace».
