«La vita non aspetta, difendiamola»: è con questo slogan che è partito nel pomeriggio di ieri, venerdì 7 agosto, il corteo a sostegno dell’ospedale di Agropoli, organizzato dal comitato Obiettivo Ospedale presieduto dall’avvocato Lucia Grambone. Una mobilitazione caratterizzata da una sentita partecipazione. Tanti i cittadini di Agropoli e dei paesi limitrofi, che si sono radunati per marciare lungo le strade della città, sfidando le altissime temperature pur di far sentire la propria voce a tutela del diritto alla salute e invocare la riapertura del presidio ospedaliero.
La marcia è partita dal presidio fisso installato da circa due mesi davanti all’ospedale civile ed è giunta fino al Municipio. Alla marcia ha preso parte anche il sindaco Roberto Mutalipassi e rappresentanti dell’amministrazione comunale. Hanno partecipato, inoltre, i piccoli ambasciatori di Pace, la delegazione Ucraina, la Cis Alentum, Club Vespa Capaccio, motocilisti e Coldiretti.
La determinazione del comitato
«Questa nostra ulteriore protesta ha come finalità quella non solo di tenere alta l’attenzione sulla problematica, ma soprattutto di far comprendere un messaggio preciso. Noi non ci arrendiamo, non ci arrenderemo e andremo avanti fino al raggiungimento del nostro obiettivo. Agropoli non si accontenta più, abbiamo bisogno di certezze e questa volta la sovranità popolare scriverà il finale di questa storia», le parole della presidente del Comitato, Lucia Grambone.
«Non siamo soddisfatti della attività condotta dall’ASL dalla Regione e dalle istituzioni locali. Riteniamo che quella che è stata chiamata modifica dell’atto aziendale in realtà modifica non sia e riteniamo che anche l’incontro ultimo con il presidente Fico dei sindaci di Agropoli e Castellabate non abbia prodotto nulla che possa essere valutato positivamente», così Mario Capo, rappresentante Comitato Obiettivo ospedale.
La posizione dell’amministrazione
Sul fronte istituzionale, il primo cittadino Roberto Mutalipassi ha fatto il punto sulle richieste avanzate per la struttura e sui passaggi regionali in corso: «Un pronto soccorso di zona disagiata, è quello che abbiamo chiesto a gran voce, è quello che è stato previsto nel bozza di modifica dell’atto aziendale che il direttore Sosto ha inoltrato alla Giunta Regione Campania e che il presidente Fico ci ha assicurato che a brevissimo provvederà all’approvazione e quando prima verrà anche a farci visita sul nostro territorio presso questo presidio o anche presso la nostra parola consiliare che spiegherà quelle che sono appunto le iniziative che la regione, la giunta regionale metterà in campo appunto per potenziare i servizi sanitari del nostro territorio».
La manifestazione si è svolta attraverso un percorso simbolico organizzato come una vera e propria via crucis, articolata in 9 tappe che hanno ripercorso la storia dell’ospedale civile dalle sue origini fino all’attualità. A portare il sostegno, anche Don Pasquale Gargione, che ha evidenziato il legame tra la protesta e la comunità religiosa: «Siamo qui anche per sostenere le varie iniziative di richiesta per il presidio di Agropoli, per il diritto alla sanità che vengono da più parti del nostro territorio. Vogliamo essere vicini anche come parrocchie di Agropoli, queste esigenze che appartengono a ciascuno di noi».
