La riorganizzazione della rete sanitaria nel Cilento torna a far discutere e accende un nuovo scontro istituzionale e cittadino. A riaprire il dibattito sono state le recenti esternazioni del Presidente Roberto Fico in merito al futuro del presidio ospedaliero di Agropoli. La prospettiva prospettata — un Pronto Soccorso di base dedicato alla gestione delle sole piccole emergenze e fortemente integrato con la struttura di Vallo della Lucania — ha scatenato la dura reazione del Comitato Civico “Obiettivo Ospedale Agropoli”.
L’associazione, da mesi in prima linea per la difesa della struttura sanitaria locale, esprime profonda amarezza di fronte a una pianificazione ritenuta penalizzante per l’intero comprensorio. Secondo il comitato, il diritto alla salute dei cittadini rischia di rimanere schiacciato da logiche politiche ed esecutive che, da anni, alimentano la precarietà dei servizi di emergenza-urgenza nell’area costiera.
Le richieste del territorio: autonomia, reparti salvavita e stop all’Atto Aziendale
Per i rappresentanti del comitato civico, la sola attivazione di un punto di primo intervento di base non rappresenta una soluzione idonea ad appagare la crescente domanda di assistenza della popolazione residenti e dei flussi turistici. Le richieste rivolte alle istituzioni regionali chiedono di superare l’attuale impostazione attraverso la revisione della programmazione sanitaria.
In particolare, il movimento civico sollecita una riqualificazione del presidio all’interno del nuovo Piano Paesaggistico e Regionale (PPR) e la contestuale riscrittura dell’Atto Aziendale prima della sua definitiva approvazione in Giunta. L’obiettivo indicato riguarda l’ottenimento di una struttura dotata di piena autonomia organizzativa e gestionale, provvista di un Pronto Soccorso operativo, reparti salvavita, posti letto dedicati e personale medico specializzato.
L’attacco del Comitato Civico: «Servono azioni legali e tutela del diritto alla salute»
Attraverso una nota ufficiale stilata dal presidente del sodalizio, l’avvocato Lucia Grambone, il Comitato Civico ha richiamato le amministrazioni comunali del territorio a unire le forze per una tutela legale e istituzionale più incisiva. L’organismo ha ribadito la volontà di proseguire il presidio pacifico e rigoroso davanti ai cancelli dell’ospedale, avviato già da due mesi, facendo appello al rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e delle direttive ministeriali in materia di standard assistenziali.
«Rabbia e frustrazione per le continue scelte scellerate che penalizzano il nostro territorio e tutti i cittadini del Comprensorio», si legge nel comunicato diffuso dal movimento.
«AGROPOLI deve avere il suo OSPEDALE perché LO PREVEDONO LE LINEE MINISTERIALI E QUESTA POLITICA STERILE NON PUO’ FARE CIO’ CHE CREDE A DANNO DI NOI CITTADINI. AGROPOLI DEVE AVERE UN P.S. ATTIVO DOTATO DI REPARTI SALVA VITA E P.L. DEDICATI CON PERSONALE SPECIALIZZATO».
La posizione inviata agli organi di governo locale e regionale si chiude con una ferma richiesta di revisione delle decisioni prese: «NON VOGLIAMO IL CONTENTINO. L’ATTO AZIENDALE NON DEVE PASSARE IN GIUNTA E VA RISCRITTO! IL P.O. DI AGROPOLI VA RIQUALIFICATO NEL NUOVO P.P.R.! VOGLIAMO UN OSPEDALE perché scegliamo la VITA!».
