Sono sette le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Avellino nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Pietro Pellegrino, il 55enne originario di Sassano deceduto in seguito a un gravissimo incidente sul lavoro a Prata di Principato Ultra, nell’Avellinese.
Le ipotesi di reato e l’autopsia
Per gli indagati viene ipotizzato, a vario titolo, il reato di omicidio colposo in concorso. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto da parte della magistratura, necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici e medico-legali.
Tra gli esami disposti figura l’autopsia, che dovrà contribuire a ricostruire con precisione le cause e la dinamica del decesso. La salma si trova attualmente presso l’obitorio dell’ospedale Moscati di Avellino.
La dinamica dell’incidente nel cantiere
Pellegrino lavorava per un’impresa con sede nel Salernitano, impegnata nello smantellamento e nella rimozione di pannelli fotovoltaici installati sulla copertura dello stabilimento di una struttura industriale dismessa, interessata da una procedura di cessione.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, il 55enne sarebbe precipitato nel vuoto in seguito al cedimento improvviso di un lucernario sul quale si trovava. Un volo di circa 12 metri che non gli ha lasciato scampo.
Le verifiche sulle misure di sicurezza
Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda le condizioni di sicurezza del cantiere. Gli investigatori dovranno accertare quali dispositivi di protezione fossero disponibili e se gli operai li stessero utilizzando al momento dell’incidente.
Nel registro degli indagati figurano soggetti riconducibili alla committenza dei lavori, alla società esecutrice e alla gestione della sicurezza del cantiere. Le indagini serviranno a verificare eventuali responsabilità e il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Sequestro dell’area e prosecuzione delle indagini
Il cantiere è stato posto sotto sequestro e resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria per consentire agli inquirenti di effettuare tutti i rilievi necessari.
L’inchiesta dovrà chiarire ogni dettaglio della tragedia, ricostruendo l’esatta sequenza degli eventi sul tetto dello stabilimento, le cause del cedimento del lucernario e l’eventuale adozione delle misure di prevenzione per la caduta dall’alto.
