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Curiosità

Il Cilento in festa per la Solennità di San Giovanni Battista

Domani la Chiesa celebra la Solennità di San Giovanni Battista, ecco il culto e le tradizioni

Di: Concepita Sica
Pubblicato il: 23/06/2025
Aggiornato il: 23/06/2025
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San Giovanni Battista

San Giovanni, detto il Battista, ha grande importanza nella vita della Chiesa, basti pensare che è l’unico santo che nella liturgia viene ricordato nel giorno della sua nascita terrena (il 24 giugno) oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto).

La celebrazione del 24 giugno è testimoniata da sant’Agostino che riferisce della presenza di questa festa antichissima nella Chiesa africana.

L’alto onore di san Giovanni è riconosciuto dalla liturgia, nell’esclusiva festa della nascita, ma prima ancora da Gesù in persona che afferma, secondo quanto riferisce l’evangelista Matteo: “In verità vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista” (Mt 11,11).

La vita di San Giovanni Battista

La fonte principale della sua storia sono i Vangeli canonici, oltre ad alcune notizie riportare dallo storico Giuseppe Flavio, nella sua opera “Antichità giudaiche” e a diversi accenni di minore importanza, per lo più leggendari, contenuti nei Vangeli apocrifi.

La sua nascita avviene in un imprecisato villaggio della Giudea, che la tradizione identifica con Ain Karem a circa una decina di chilometri da Gerusalemme (oggi quartiere di Gerusalemme), sei mesi prima della nascita di Gesù. Come si evince dai Vangeli, le date della nascita di Gesù e della nascita di Giovanni Battista sono in stretta relazione.

L’evangelista Luca nel riferire i fatti intorno all’Annunciazione del Signore dice che l’angelo Gabriele reca l’annuncio a Maria “sei mesi dopo”: naturalmente questa annotazione temporale è da collegarsi con un altro annuncio fatto sei mesi prima, ovvero l’annuncio che lo stesso Gabriele reca a Zaccaria, riguardante la nascita di Giovanni Battista.

San Luca dice che Zaccaria, che apparteneva alla classe sacerdotale di Abijah, si trovava nel Tempio ed esercitava le sue funzioni quando l’angelo Gabriele gli annuncia la nascita di un figlio (cf. Lc 15,13).

La scoperta a Qumran delle liste dei turni sacerdotali al Tempio offre conferma della presenza di Zaccaria nel Tempio tra il 24 ed il 30 settembre, e dimostra quindi valida la data della nascita di Giovanni che la tradizione aveva posto al 24 giugno.

L’angelo gli annuncia che questo figlio, che chiamerà Giovanni sarà grande davanti al Signore, rispettoso delle leggi, ricolmo dello Spirito Santo, in grado di convertire i cuori al Signore con la forza e lo spirito del profeta Elia. Poiché il sacerdote e sua moglie Elisabetta sono avanti negli anni egli non crede possibile si possa realizzare il suo desiderio e così si mostra incredulo e l’angelo gli annuncia un mutismo che durerà fino al compimento di questi avvenimenti.

L’angelo Gabriele nell’annunciare a Maria l’essere stata scelta da Dio quale madre del Salvatore, incontra le perplessità di una ragazza che chiede al messaggero divino come siano conciliabili la sua verginità con la maternità. L’ambasciatore celeste offre a Maria la spiegazione ed indica quale segno della potenza divina, che elimina la vergogna (considerata tale a quel tempo) della sterilità, il concepimento di un figlio da parte di Elisabetta, sua parente: “Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37).

Alla nascita del bambino suo padre Zaccaria proponendo il nome “Giovanni” riacquista la parola e pronuncia l’inno nel quale esalta il ruolo del figlio quale profeta e precursore del Signore (Cantico di Zaccaria, Lc 1,68-79).

L’inizio del ministero di Giovanni Battista viene riferito da Luca con una precisione veramente impressionante, tanto da costituire un elemento unico (un aphax) in tutto il Nuovo Testamento.

Luca stabilisce un sincronismo compiuto tra la storia profana e la storia della Salvezza, con il riferimento al quadro politico e religioso di quel preciso momento. La notazione iniziale offre il contesto storico puntuale: “Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio”. Il quindicesimo anno dell’impero di Tiberio (successore di Augusto dal 14 d.C.) è riconducibile al tempo che va dal 19 agosto del 28 d.C. al 18 agosto del 29 d.C.

Anche il riferimento al governatore della Giudea, Ponzio Pilato, ha una sua valenza storica perché il suo mandato si colloca tra il 26 ed il 36 d.C.

Vengono poi nominati i tetrarchi, ossia i tre re che, sotto il controllo di Roma, governano la provincia della Siria-Palestina: Erode (Antipa), Filippo e Lisònia.

Infine vengono menzionati i sommi sacerdoti Anna (6-15 d.C., suocero di Caifa) e Caifa (18-36 d.C.).

Con addosso un “vestito di cammello ed una cintura di pelle attorno ai fianchi” e nutrendosi di “cavallette e miele selvatico” (cf. Mt 3,4), Giovanni conduce una vita da asceta nel deserto. Poi comincia la sua missione lungo il fiume Giordano, mediante l’annuncio della venuta del regno messianico e l’esortazione alla conversione ed alla penitenza.

In molti accorrono per ascoltare la sua predicazione e Giovanni, in segno di purificazione dai peccati, immerge nelle acque del fiume Giordano coloro che accolgono la sua parola (cf. Mt 3,5-6), cioè dona un battesimo di penitenza, per questo viene soprannominato “il Battista”.

San Giovanni nel Nuovo Testamento

Esorta le folle a praticare la giustizia e la carità (cf. Lc 3,10-11). Ad alcuni pubblicani (che riscuotono le tasse per conto dei romani), venuti a farsi battezzare, consiglia di non esigere nulla di più di quanto stabilito (Lc 3,13). Ai soldati giunti da lui invita a non maltrattare o estorcere e di accontentarsi della paga ricevuta.

Alla delegazione ufficiale inviata dai Sommi Sacerdoti per conoscere la sua eventuale identità messianica egli risponde di non essere il Messia ma il suo precursore (cf. Lc 3,4) ed umile servitore.

Anche Gesù si presenta al Giordano per essere battezzato. Quando Giovanni si trova davanti a Gesù pronuncia la frase che profetizza la passione del Messia: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29).

Vinta la perplessità iniziale (cf. Mt 3,14), Giovanni battezza Gesù e vede scendere lo Spirito Santo su di lui come una colomba ed ode una voce dal cielo che lo proclama “Figlio di Dio” (Mt 3,16-17).

Giovanni Battista muore a causa della sua predicazione, perché condanna pubblicamente la condotta del re, Erode Antipa. Egli viene decapitato, poco prima del 30 d.C., per ordine del re.

La fonte principale della vita e della morte del Battista sono i Vangeli canonici, tuttavia s’incontrano dei preziosi riferimenti anche in alcuni passaggi dell’opera “Antichità giudaiche” dello storico ebreo Giuseppe Flavio.

Erode Antipa, sposato con una figlia del re nabateo, Areta, a Roma conosce Erodiade sua nipote, figlia del suo fratellastro Aristobulo, e moglie del suo fratellastro Filippo I, e se ne innamora perdutamente. Erode ripudia la principessa nabatea ed Erodiade ripudia il marito Filippo (cosa illecita in quanto l’atto di ripudio poteva avvenire solo da parte del marito, secondo Dt 24,1-3).

Giovanni Battista critica duramente questa unione illegittima, adultera e consanguinea, e così Antipa lo fa arrestare, ma non è propenso a farlo uccidere perché lo ritiene un uomo giusto ed amato dal popolo. Ma la prigionia di san Giovanni conosce un brusco epilogo, in occasione del compleanno del re. Durante la festa la figlia di Erodiade e nipote di Antipa, Salomè, si lancia in una conturbante danza che incontra il compiacimento del re, il quale in un momento di slancio afferma di voler dare alla ragazza qualunque cosa ella avesse chiesto. Sobillata dalla madre, la giovane chiede di poter avere la testa di Giovanni Battista. Il re non si può tirare indietro e così ordina alle guardie di eseguire la richiesta. San Giovanni viene decapitato; la sua testa portata su un vassoio è consegnata alla ragazza. I discepoli del Battista, saputo del martirio, recuperano il corpo e gli danno una degna sepoltura.

San Giovanni Cardile

Il culto

Le reliquie di san Giovanni Battista sono un po’ sparse. Secondo la tradizione cristiana il suo capo è conservato nella Chiesa di San Silvestro in Capite a Roma. L’importante reliquia era giunta a Roma durante il pontificato di Innocenzo II (1130-1143) e veniva portata in processione da quattro arcivescovi.

Un’altra tradizione sosteneva la custodia della reliquia nella cattedrale di Amiens; tuttavia lo studioso Oliviero Iozzi dimostra in uno studio l’autenticità di quanto è custodito a Roma.

La mandibola è conservata nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo.

Il vassoio su cui venne portata la testa ed un po’ di ceneri si trovano a Genova.

Il culto di san Giovanni si diffonde abbastanza presto ed interessa tutta la cristianità. Molte città, paesi e chiese prendono il suo nome.

È patrono di diverse città tra cui Firenze, Torino, Napoli, Cesena, Marsala, Monza. Vanta moltissimi patronati, come:

  • Sarti, pellicciai, conciatori di pelli, per via dell’abito di pelle di cammello che indossava;
  • Cardatori di lana, per via dell’agnello;
  • Albergatori, per il banchetto di Erode;
  • Fabbricanti di coltelli, spade, forbici, per via della spada del supplizio;
  • Padrini, a motivo del battesimo;
  • Trovatelli abbandonati davanti ai conventi che venivano subito battezzati;
  • Dell’Ordine di Malta e di molte confraternite che assistevano i condannati a morte;
  • Dei cantori perché un inno composto in suo onore diede a Guido d’Arezzo lo spunto per i nomi delle note musicali
    • UT quaerat laxis,
    • REsonare fibis,
    • MIra gestorum,
    • FAmuli tuorum,
    • SOLve polluti,
    • LAbii reatum,
    • Sancte Johannes.

Inoltre è invocato contro le calamità naturali come terremoti, temporali, ecc.

Nell’iconografia San Giovanni Battista viene raffigurato in piedi con in mano un lungo bastone da viandante, sormontato da una piccola croce, con la scritta “Ecce Agnus Dei” (“Ecco l’Agnello di Dio”: Gv 1,29.36), vestito con l’abito di pelle di cammello ed una cintura ai fianchi, a cui talvolta si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio. Alcune immagini presentano alla base anche un agnello.

San Giovanni – San Giovanni di Stella Cilento

Nelle opere d’arte sono rappresentati diversi momenti della sua vita. La scena più frequente è quella del Battesimo di Gesù al Giordano; segue poi il suo martirio oppure la sua testa sul vassoio che viene offerta ad Erode; infine altra scena ricorrente è quella in cui è rappresentato come bambino, vestito con una pelle di cammello, con Gesù bambino e Maria, ed in quella occasione è chiamato “San Giovannino”.

Durante la novena che precede la festa i fedeli invocano con fede aiuto e protezione dal Santo tanto amato:

“Da tutti sei lodato

O Santo giusto e pio

A te non nega Iddio,

i suoi divin favor.

Ti prego o Protettore

Dammi il tuo santo amore,

infiamma questo cuore

di puro e santo ardor”.

Che San Giovanni Battista ascolti benigno le preghiere dei fedeli ed infiammi i cuori così da suscitare un dolce incendio d’amore capace di cambiare il mondo.

Auguri a quanti portano il nome di Giovanni, Giovanna, Gianni, Gianna, ecc.

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