Dopo la paura per l’incendio, è il momento di contare i danni. Le fiamme sono divampate in via Tavoliello a Eboli, mercoledì intorno alle 4:00 del mattino. Il rogo ha distrutto l’attività commerciale “Iper Bazar”, configurandosi come il secondo evento del genere registrato nel giro di trenta giorni ai danni di esercizi gestiti da famiglie asiatiche, dopo quello avvenuto in via Cupe.
Le indagini: escluso il dolo
Le indagini condotte dai carabinieri, guidati dal capitano Greta Gentill e coordinati dal tenente Valentino Minelli, hanno escluso segni di effrazione o tracce di liquido infiammabile. Le cause sono riconducibili a un cortocircuito accidentale partito da una multipresa nel reparto di elettronica. Le immagini delle telecamere interne hanno fugato i dubbi degli inquirenti e anche i caschi rossi hanno redatto una relazione che esclude l’ipotesi del dolo.
Il nodo delle assicurazioni e della sicurezza
La vicenda ha fatto emergere, inoltre, nodi critici legati alla sicurezza e alle coperture assicurative. La dinamica ha evidenziato una netta contrapposizione: per questo locale era attiva una polizza, al contrario della totale assenza di assicurazione registrata per il precedente incendio in via Cupe. Questo contrasto ha inevitabilmente riacceso il dibattito pubblico sui controlli, sulla conformità e sulla gestione della sicurezza urbana.
