A sedici anni dalla scomparsa di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso in un agguato le cui dinamiche attendono ancora piena luce giudiziaria, la sua storia arriva sul grande schermo. Si intitola “PERCHÉ?” il docufilm realizzato per ripercorrere l’esistenza, l’impegno civile e la visione politica dell’amministratore cilentano, ideato dai fratelli Dario e Massimo Vassallo con le riprese e il montaggio di Giuseppe Falagario. La prima proiezione nazionale si terrà martedì 13 ottobre 2026 alle ore 15.30 nella Sala Giacomo Matteotti della Camera dei deputati, a Roma.
Dalla vita alla politica: il racconto del sindaco pescatore
L’opera cinematografica promossa dalla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore sceglie di non concentrarsi esclusivamente sulla tragica morte avvenuta nel settembre 2010, ma di partire dalle radici, dal mare e dalla quotidianità di un uomo che ha interpretato le istituzioni come servizio alla collettività. Il legame con Pollica, la difesa dell’ambiente e il concetto di buona politica costituiscono l’asse portante del progetto audiovisivo.
“Abbiamo scelto il cinema perché volevamo raccontare Angelo in una maniera diversa”, afferma il presidente della Fondazione Dario Vassallo. “Non volevamo realizzare l’ennesimo racconto che partisse dalla sua morte. Volevamo partire dalla sua vita. Angelo era un pescatore, era un uomo, era un sindaco. Era una persona che aveva scelto di fare politica con passione, con coraggio e mettendosi al servizio della propria comunità”.
La ricerca della verità e il ruolo delle istituzioni
Il titolo dell’opera riassume l’interrogativo che da oltre un decennio muove l’impegno della famiglia e della Fondazione, intenzionate a mantenere alta l’attenzione pubblica sulla ricerca dei mandanti e degli esecutori dell’omicidio. Portare la pellicola a Palazzo Theodoli-Bianchelli assume un valore simbolico forte, richiamando la responsabilità dello Stato.
“Noi continuiamo a chiedere verità e giustizia”, dichiarano Dario e Massimo Vassallo. “E diciamo una cosa molto semplice: in questo processo lo Stato faccia lo Stato. Noi non chiediamo favori, non chiediamo scorciatoie e non chiediamo privilegi. Chiediamo che le istituzioni facciano fino in fondo il proprio dovere e che si arrivi alla verità sull’assassinio di Angelo”.
Un messaggio di impegno civile per le nuove generazioni
Oltre alla memoria storica e alla richiesta di giustizia, il docufilm si propone come strumento educativo rivolto ai più giovani, per trasmettere il valore della partecipazione democratica e della legalità attraverso l’esempio concreto di chi ha amministrato tutelando il territorio.
“Vogliamo consegnare ai giovani una storia vera, quella di un uomo che ha scelto di impegnarsi per la propria comunità”, sottolinea il vicepresidente Massimo Vassallo. “Vogliamo far capire che la politica può essere anche passione, servizio, responsabilità e amore per il territorio. Questo è ciò che Angelo ci ha lasciato e questo è ciò che vogliamo raccontare”.
