Vincenzo Luciano, Presidente di UNCEM, lancia un nuovo e deciso monito sulla situazione dei Comuni montani e sull’attuazione della legge: “Se non arrivano fondi sul Fosmit, risorse per Comuni e Comunità montane e leggi regionali sulla Montagna, non si va da nessuna parte”. Luciano denuncia il caos generato dalla revisione degli elenchi dei Comuni montani e richiama la politica alle proprie responsabilità.
La posizione di Vincenzo Luciano
Il caos che un anno fa avevamo ipotizzato per rifare un elenco di comuni montani, come previsto dalla legge, si è verificato. Una tempesta perfetta in un bicchiere d’acqua. Dai 1700 comuni iniziali, nella bozza di decreto di dicembre 2025, si passerebbe a 3750 attuali. Tanti in più, non tutti, e la nostra azione non finisce qui e non solo su questa questione. Abbiamo perso due mesi per un gioco dell’oca dove torniamo alla partenza. Distratti e disillusi. Ma attenzione. Se non si mettono più fondi sul Fosmit e anche più risorse regionali a rafforzare Comuni e Comunità montane, se non diamo vita a leggi regionali sulla Montagna, non si andrà da nessuna parte.
Bisogna dar seguito a quanto si deve fare, sempre per attuare la legge, nel comma successivo alla classificazione. Ovvero il sottoinsieme dei Comuni che andrà subito individuato con criteri socio-economici che beneficerà degli incentivi per medici, insegnanti, aziende di giovani, imprese agricole. Altrimenti a perderci è la Politica tutta. Con brutte conseguenze su Comuni e comunità interne e di montagna.
“Senza Uncem non ci saranno risultati positivi”
Ora tutti rivendicano la paternità dei cambiamenti degli elenchi; ricordo a tutti e tutte che non è finita qui! E senza UNCEM non credo che ci saranno risultati positivi; ancora una volta, siamo al lavoro per questo secondo comma della legge, che farà un sottoinsieme dei Comuni montani.
Siamo ancora in una fase delicata e per certi versi difficile, ma a noi le sfide ci piacciono. Siamo, come sempre sul campo con la nostra rappresentanza, la nostra storia e le nostre idee, anche contro chi vorrebbe tenerci ai margini o rilegati a politiche per una montagna senza futuro, divisa e di contrapposizioni.
