Un’importante operazione di tutela ambientale condotta dalla Polizia Municipale di Capaccio Paestum ha portato al blocco immediato di uno scarico abusivo all’interno di un’azienda zootecnica in località Varolato. L’intervento rientra nell’ambito delle attività strategiche previste dal Testo Unico Ambientale volte a prevenire il degrado del suolo e l’inquinamento da nitrati delle acque superficiali e sotterranee.
I rilievi tecnici nell’azienda zootecnica di via Varolato
L’ispezione è stata effettuata dagli agenti guidati dal Comandante Maggiore Antonio Rinaldi, con il supporto di ausiliari di polizia giudiziaria, delle Guardie Giurate del WWF Italia e dei volontari del N.O.E.T.A.A. (Nucleo Operativo Ente Tutela Animali ed Ambiente).
I controlli hanno interessato le strutture di stoccaggio dell’allevamento bovino, i ricoveri dei capi e la verifica della regolarità dei registri aziendali. Per effettuare le verifiche sul campo, il personale operante si è avvalso di rilievi fotografici, visure catastali e camerali, supportati dalle riprese aeree effettuate tramite il drone in dotazione al comando di Polizia Locale.
Il test con la fluoresceina e il sequestro cautelare
L’utilizzo di un tracciante idraulico (fluoresceina) ha consentito di accertare che le acque reflue prodotte dal lavaggio della sala mungitura — contenenti detergenti chimici aggressivi e disinfettanti — venivano convogliate in una vasca in calcestruzzo non a tenuta stagna. Da lì, i reflui si disperdevano direttamente nel terreno circostante attraverso un sistema di troppo pieno.
Per bloccare il flusso inquinante, gli agenti hanno sigillato la condotta di scarico con cemento a presa rapida e disposto il sequestro preventivo di iniziativa della vasca di raccolta e dello scarico. L’atto cautelare è stato eseguito garantendo il proseguimento delle attività di cura e il benessere dei circa 60 bovini presenti nella struttura. Contestualmente, la proprietà non ha esibito la documentazione obbligatoria (tra cui PUA, SCIA, piano HACCP, DVR e certificazioni sanitarie), ottenendo un termine di 15 giorni per la consegna formale.
Coinvolti ASL, ARPA e Ispettorato del Lavoro
I fatti riscontrati configurano ipotesi di reato per inquinamento ambientale ai sensi dell’art. 137 del D.Lgs. 152/2006 e dell’art. 452-bis del Codice Penale. La documentazione è stata trasmessa ai diversi organi territoriali per i provvedimenti di competenza.
La posizione dell’amministrazione comunale
Il Sindaco Gaetano Paolino ha sottolineato la rilevanza delle azioni di contrasto all’inquinamento per la salvaguardia della comunità e del comparto produttivo locale:
“I controlli ambientali sul nostro territorio non sono interventi isolati, ma rappresentano un’azione costante e capillare a difesa del nostro ecosistema e della salute pubblica. La protezione delle falde e delle acque superficiali è una condizione imprescindibile per la sostenibilità di Capaccio Paestum e per la tutela delle stesse aziende sane che operano nel rispetto delle regole. Ringrazio il Comandante Rinaldi, la Polizia Municipale e i volontari delle associazioni ambientali per il rigore e la fermezza dimostrati in questa operazione: continueremo a monitorare ogni area con la massima severità per garantire legalità e rispetto dell’ambiente.”
