Questa mattina, nell’area esterna del Liceo Alfonso Gatto di Agropoli, in via Fiamme Gialle, si è tenuto un assemblea-dibattito centrata sul Disegno di Legge 1004, recante “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo”. L’evento ha trasformato lo spazio scolastico in un presidio di cittadinanza attiva, offrendo ai giovani un’occasione di approfondimento e confronto su come prevenire e combattere l’odio e la discriminazione, senza tuttavia sacrificare il pluralismo e il diritto alla libertà di espressione.
Il confronto al Liceo Gatto tra studenti e docenti
L’iniziativa ha visto una partecipazione attiva della comunità scolastica, con interventi mirati da parte dei ragazzi e del corpo docente. Al centro delle riflessioni, il ruolo pedagogico della scuola nell’educare alla conoscenza, al rispetto reciproco e alla prevenzione di ogni forma di pregiudizio religioso e culturale.
La discussione ha evidenziato l’importanza di creare luoghi di dialogo e ascolto, indispensabili per permettere alle nuove generazioni di analizzare le complessità del presente attraverso il vaglio critico e il rispetto delle diverse opinioni.
Le critiche al DDL 1004 e il nodo dell’Articolo 21
Durante il dibattito sono emerse forte preoccupazione e riserve di natura costituzionale e politica sul testo normativo. Il DDL 1004, già approvato al Senato nel marzo scorso e recentemente licenziato dalla Prima Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati il 30 settembre, si avvia verso la discussione e il voto finale a Montecitorio.
Secondo le posizioni critiche espresse nel corso della giornata, il provvedimento rischia di generare sovrapposizioni concettuali tra piani distinti: l’antisemitismo, il semitismo, lo Stato di Israele, il sionismo e l’antisionismo. In particolare, è stata rivendicata la necessità di preservare la distinzione tra l’odio verso il popolo ebraico e la legittima critica politica nei confronti dei governi, compreso quello guidato da Benjamin Netanyahu.
Sul tema è intervenuto in maniera netta Giovanni Sambroia, docente del Liceo Gatto:
“Il bavaglio vogliono mettercelo, ma io il bavaglio me lo levo e anzi non me lo farò mettere perché noi dobbiamo discutere insieme ai ragazzi perché ci sarà un incontro dibattito, alcuni interverranno da qui, da questa postazione, due o tre ragazzi per illustrare un po’ il problema. Dopodiché potranno parlare anche i docenti, i miei colleghi, e gli altri studenti e fare il loro intervento rispetto al DDL al disegno di legge 1004.”
Il docente ha ribadito l’importanza di difendere le garanzie democratiche del Paese:
“In questo DDL si fa grande confusione perché si confondono diversi piani, che riguardano poi il mondo di Israele, si confonde Israele, con il semitismo, l’antisemitismo e con il sionismo e l’antisionismo. Essere anti israeliani, cioè essere contro il governo attuale, di Israele, guidato da Benjamin Netanyahu, è una cosa buona. Questo non vuol dire però essere anti ebrei, essere anti semiti.
Essere anti sionisti dovrebbe esserci consentito. Io posso esprimere in Italia, un giudizio negativo su quanto fu fatto dai Savoia, qui al meridione d’Italia. Non posso esprimere quanto è stato fatto con l’istituzione, la nascita dello Stato di Israele. A me sta bene che ci sia lo Stato di Israele, ma io devo poterlo dire liberamente, devo poter quindi dire anche il contrario liberamente. Questo è il problema. Si tratta dell’articolo 21 della Costituzione italiana, è in ballo una faccenda molto molto importante, molto grande e molto grave.”
Infine, Sambroia ha concluso sottolineando il valore collettivo della difesa dei diritti di libertà:
“Quello che si sta per fare è veramente l’imbavagliamento degli italiani, ai quali sarà impedito di dire delle cose, consentendogli di dirne altre, ma difendere questo diritto a dire tutto quello che si pensa, significa dire difendere non solo il proprio diritto, ma anche quello degli altri, perché se oggi è impedito a me questo domani sarà impedito a te, sarà impedito ad altri dirne delle altre. Noi dobbiamo difenderci da questi attacchi che ci vengono dal Parlamento e credo che questa sia la legge più vergognosa, che sia stata mai affrontata dai nostri parlamentari, dal 01 gennaio 1948, data di promulgazione di questa Costituzione, che pare debba essere a questo punto calpestata. È inaccettabile.”
