Una discarica per le alghe? E' polemica, ecco perché
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Agropoli: una discarica per le alghe? Il “no” del gruppo “Noi con Salvini”

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Agropoli: una discarica per le alghe? Il “no” del gruppo “Noi con Salvini”

AGROPOLI. La giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi un progetto per la realizzazione di un sito di stoccaggio temporaneo per le alghe spiaggiate sul litorale, da realizzare nella frazione Mattine, in località Malagenia. L’ipotesi, però, non è piaciuta al neonato gruppo “Noi con Salvini”.

“Potranno tirare un sospiro di sollievo i cittadini agropolesi che dopo anni di vane richieste e denunce potranno fare finalmente a meno dell’odore nauseabondo al quale si erano ormai tristemente abituati – si legge in una nota – molto meno l’entusiasmo in località Malagenia, frazione di Mattine, ai cui residenti toccherà gestire la patata bollente”.

“Il sito di stoccaggio temporaneo, per la cui realizzazione serviranno circa 400 mila euro, sorgerà a pochi metri dalle abitazioni, da ristoranti, dalla fabbrica di cioccolato e da diversi bed and breakfast – proseguono dal gruppo di Salvini – Il pericolo è quello di mettere a serio rischio le attività commerciali della zona e di tenere alla larga i turisti: come promuovere il territorio con questi presupposti? Complice poi lo stagnamento delle acque del vicino acquedotto, il rischio di ricreare un caso analogo a San Girolamo di Bari è davvero alto. Così come nel quartiere del capoluogo pugliese, dove la piaga va avanti ormai da anni, potrebbe presentarsi un ambiente prolifico per il moltiplicarsi di insetti e per l’insediamento di topi e nutrie”.

Poi la proposta: “Un mix distruttivo che potrebbe (e poteva già anni addietro) essere evitato adoperando una misura definitiva al problema o sfruttando i cumuli di alghe, sull’esempio dei litorali sardi, per l’utilizzo nella bioedilizia e nel risparmio energetico, ad esempio per la produzione di biodiesel. Si tenga infine conto del fatto che non sono state effettuate delle analisi specifiche sul tipo di alghe che hanno ricoperto le suddette spiagge, motivo per cui non è da escludere la possibilità che si tratti, come nei vicini tratti costieri di Napoli e Sorrento, di specie tossiche per l’uomo”.

“Alcuni tipi di alghe  riporta l’Istituto Superiore di Sanità in un intervento del 2003, sprigionano delle tossine la cui inalazione è altamente nociva per l’uomo: a quel punto – conclude la nota – non si tratterebbe più soltanto di sopportare a fatica il cattivo odore, ma di mettere a serio rischio l’incolumità dei cittadini”

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