Il Partito Socialista Italiano ha aperto un confronto formale con la Direzione della Filiale di Sala Consilina di Poste Italiane. Al centro della discussione vi è la rimodulazione degli orari degli uffici e le recenti limitazioni operative che colpiscono gli sportelli automatici Postamat nel territorio di Sapri e dell’intero comprensorio. Secondo gli esponenti locali del partito, le giustificazioni addotte dall’azienda non appaiono sufficienti a legittimare un ridimensionamento delle prestazioni in un’area a forte vocazione turistica.
Gli obblighi del servizio universale e la natura degli ATM
La posizione espressa da Poste Italiane si basa sul monitoraggio dei volumi di traffico e delle operazioni effettivamente registrate presso lo sportello di Sapri, ritenuti coerenti con la domanda locale. Una visione interna che il PSI respinge con fermezza, ricordando che l’operatore non può muoversi secondo logiche esclusivamente privatistiche di profitto e redditività. In quanto gestore del servizio universale postale, la società è vincolata a precisi obblighi normativi e contrattuali con lo Stato, finalizzati a garantire la continuità operativa, la capillarità della rete e la non discriminazione dei territori periferici.
Il dibattito si estende anche alla classificazione degli sportelli automatici. Se per l’azienda l’installazione dei Postamat rappresenta una scelta volontaria e discrezionale, per i rappresentanti socialisti si tratta invece di un elemento essenziale per l’esercizio del diritto di accesso ai propri risparmi. La gestione del risparmio postale, legata a Cassa Depositi e Prestiti, impone secondo il PSI una tutela dell’affidamento dei cittadini assimilabile a quella degli intermediari finanziari, vietando misure che riducano la disponibilità immediata del denaro.
Sicurezza aziendale e impatto sui dati locali della criminalità
Un altro punto di forte frizione riguarda le misure straordinarie antirapina introdotte dall’operatore, tra cui spicca lo svuotamento preventivo del contante dagli ATM durante l’orario di chiusura notturna e pomeridiana degli uffici. Il partito sottolinea come il rischio d’impresa legato ad attacchi criminosi debba essere affrontato attraverso investimenti tecnologici e organizzativi interni, senza trasferire i disagi sulla collettività.
A destare perplessità è anche l’utilizzo di statistiche su scala nazionale (circa 190 assalti registrati nel biennio precedente) per motivare restrizioni applicate a livello locale. Il PSI evidenzia che, consultando i dati pubblici sull’indice della criminalità, l’area del Cilento e del Golfo di Policastro si colloca in una fascia a bassa incidenza per i reati predatori. Viene quindi richiesta una maggiore trasparenza sulle analisi metodologiche che avrebbero spinto a classificare il comprensorio come zona ad alto rischio.
I rischi per il tessuto economico e il turismo estivo
Le restrizioni orarie rischiano di produrre ripercussioni negative sull’economia di Sapri e dei comuni limitrofi, territori che vivono una forte stagionalità legata ai flussi balneari. La riduzione dei servizi essenziali nel periodo di massima affluenza estiva danneggerebbe l’immagine di accoglienza della costa campana e creerebbe disagi significativi sia ai residenti sia ai turisti, penalizzando l’indotto commerciale già penalizzato dalla congiuntura economica.
La nota formale, sottoscritta dai rappresentanti Antonio Pisani, Gianfrancesco Caputo e Nazzareno Melillo, si conclude con la richiesta di un immediato ripristino dei normali livelli di servizio. I dirigenti politici avvertono che, in mancanza di risposte concrete e di un piano per il ritorno alla piena operatività, verranno valutate tutte le iniziative necessarie a tutela dei diritti degli utenti del territorio.
