Logo
  • Newsletter
  • Pubblicità
Canale 79
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Logo InfoCilento
CANALE 79
Live
Cerca un articolo
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Seguici
Curiosità

Sala Consilina, Tanino Spolzino l’ultimo ferracavallo: l’arte che resiste

A Sala Consilina la storia di Gaetano "Tanino" Spolzino, tra gli ultimi custodi dell'antico mestiere del ferracavallo: un'arte fatta di fuoco, pazienza e memoria.

Di:
Erminio Cioffi
Pubblicato il: 25/10/2026
Aggiornato il: 25/10/2026
Condividi
Sala Consilina, Tanino Spolzino l’ultimo ferracavallo: l’arte che resiste

C’era un tempo in cui il rumore dell’incudine faceva parte della quotidianità dei nostri paesi. Un colpo dopo l’altro, il ferro rovente prendeva forma sotto la forza e la precisione del martello, mentre a poca distanza risuonava lo scalpitio di un cavallo. Erano i suoni di un’epoca semplice, scandita dal ritmo delle botteghe artigiane e da mestieri appresi con pazienza fin dalla più tenera età.

Gaetano Spolzino: memoria storica e custode dell’antico mestiere

A Sala Consilina quella memoria è ancora viva grazie a Gaetano Spolzino, conosciuto da tutti come “Tanino”. Spolzino è uno degli ultimi custodi di un’arte antica che nel dialetto salese viene definita semplicemente “ferracavallo”.

Leggi anche:

Atena Lucana, auto in fiamme sulla SS19 nello Scalo: illesa la guida
Mondiale barbecue in Tennessee, trionfo per i fratelli Napolitano di Casalbuono
Violò le prescrizioni, aggravata la misura cautelare per un uomo a Padula

La figura del maniscalco non si limitava all’applicazione dei ferri agli zoccoli. L’artigiano doveva possedere una profonda conoscenza dei metalli, del fuoco e, soprattutto, una spiccata sensibilità verso l’animale. Un mestiere complesso che richiedeva anni di esperienza e una rigida gavetta.

L’apprendistato in bottega tra incudine, fuoco e rispetto per l’animale

Il percorso formativo iniziava presto nelle botteghe cittadine, osservando i maestri e apprendendo gradualmente i segreti della professione. Dalle mansioni più umili si passava alla padronanza degli strumenti, della forgia e del ferro. Fondamentale era l’instaurazione di un rapporto di fiducia con il cavallo: ferrare un animale significava prima di tutto saperlo avvicinare, rassicurare e comprendere.

Si trattava di un bagaglio di competenze preziose, tramandate di generazione in generazione. Un sapere pratico che non si apprendeva sui manuali, ma prendeva forma direttamente sul campo.

La lavorazione del ferro e il valore della precisione artigianale

Il metallo veniva portato a incandescenza per poi essere modellato con colpi di martello precisi e ritmati sull’incudine. Una trasformazione artigianale mirata a creare un elemento fondamentale per l’attività lavorativa quotidiana dell’animale.

La figura del maniscalco ha lasciato una traccia profonda anche nella cultura popolare. Una nota rima tradizionalmente tramandata evidenzia l’importanza di ogni singolo dettaglio:

“Per mancanza di un chiodo un ferro fu perso,

mancando un ferro il cavallo fu perso,

mancando un cavallo la battaglia fu persa,

perdendo la battaglia il regno fu perso.”

La filastrocca, richiamata anche in un contributo da Cono Cimino (autore dello scatto fotografico), illustra come un elemento apparentemente secondario possa rivelarsi determinante all’interno di una complessa catena di eventi.

La trasformazione del lavoro agricolo nel Vallo di Diano

Con l’evoluzione tecnologica, i cavalli hanno gradualmente perso la loro funzione centrale nei trasporti e nelle attività agricole del Vallo di Diano. L’avvento delle automobili e dei mezzi meccanizzati nei campi ha portato alla progressiva chiusura delle antiche botteghe artigiane.

Insieme ai luoghi di lavoro si corre il rischio di smarrire terminologie specifiche, gestualità ed eredità culturali identitarie.

L’eredità culturale di Tanino Spolzino a Sala Consilina

La testimonianza di Tanino Spolzino assume per questo un rilievo che supera la dimensione del singolo mestiere. Rappresenta il legame con una Sala Consilina in cui le botteghe svolgevano una funzione educativa e sociale, dove il lavoro si trasmetteva per diretta osservazione.

Nonostante la fatica e la rigidità della professione, quella del ferracavallo rimane un’espressione di alto valore artigianale. Ascoltare il suono del martello sull’incudine consente di mantenere vivo un frammento di storia locale che continua a raccontare le radici del territorio.

G Segui InfoCilento su Google Aggiungilo tra le tue fonti preferite ›
  • Redazione
  • Contattaci
  • Pubblicità
  • Collabora
  • Come vederci
  • Scarica l’app
  • Newsletter
  • Privacy
  • Gestione reclami
  • Codice di condotta

© Copyright 2026 InfoCilento, registrazione Tribunale di Vallo della Lucania nr. 1/09 del 12 Gennaio 2009. Iscrizione al Roc: 41551. Editore: Domenico Cerruti – Proprietà: Red Digital Communication S.r.l. – P.iva 06134250650. Direttore responsabile: Ernesto Rocco | Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà della casa editrice, testi, immagini, video o commenti, non possono essere utilizzati senza espressa autorizzazione. Per le notizie o fotografie riportate da altre testate giornalistiche, agenzie o siti internet sarà sempre citata la fonte d’origine. Dove non sia stato possibile rintracciare gli autori o aventi diritto dei contenuti riportati, i webmaster si riservano, opportunamente avvertiti, di dare loro credito o di procedere alla rimozione. La redazione non è responsabile dei commenti presenti sul sito o sui canali social. Non potendo esercitare un controllo continuo resta disponibile ad eliminarli su segnalazione qualora gli stessi risultino offensivi e/o oltraggiosi. Relativamente al contenuto delle notizie, per eventuali contenuti non corretti o non veritieri, è possibile richiedere l’immediata rettifica a norma di legge.

Welcome Back!

Sign in to your account

Username or Email Address
Password

Hai perso la password?