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Cilento

Riforma elettorale, dal Consiglio Provinciale di Salerno parte la spinta per il ritorno alle preferenze

Il Consiglio Provinciale di Salerno approva una mozione contro il Rosatellum e le liste bloccate, chiedendo al Parlamento il ritorno alle preferenze dirette

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 17/06/2026
Aggiornato il: 17/06/2026
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Rosario Carione

Il Consiglio Provinciale di Salerno si schiera ufficialmente contro l’attuale sistema elettorale nazionale, chiedendo a gran voce il superamento del meccanismo delle liste bloccate. Con una mozione presentata ai sensi dell’articolo 63 del regolamento interno, con primo firmatario il consigliere Rosario Carione, l’ente guidato dal Presidente Giuseppe Parente punta a farsi portavoce di un’istanza che parte dai territori e mira a restituire ai cittadini il diritto di scelta diretta dei propri parlamentari.  

I consiglieri firmatari, oltre Carione (Civiche In Rete), sono Giuseppe Lanzara (PD), Giuseppe Arena (A Testa Alta) e Davide Zecca (Avanti PSI). Questi hanno sottoscritto un documento politico chiaro, che fotografa il distacco tra eletti ed elettori generato dal cosiddetto Rosatellum. Secondo i promotori, l’attuale normativa comprime la rappresentanza democratica e la libera scelta dei cittadini, affidando la selezione dei rappresentanti alle sole segreterie di partito.  

Le motivazioni costituzionali e il ruolo delle Province

La mozione affonda le sue radici nei principi fondamentali della Carta Costituzionale. Nel testo viene richiamato esplicitamente l’articolo 1, che sancisce la sovranità popolare, e l’articolo 48, che tutela la natura personale, libera ed eguale del voto. I consiglieri ricordano inoltre come la stessa Corte Costituzionale, con le storiche sentenze numero 1 del 2014 e numero 35 del 2017, abbia già censurato le criticità dei sistemi elettorali privi di una reale possibilità di scelta consapevole da parte dell’elettorato.  

L’iniziativa di Salerno non è isolata: l’atto si inserisce in un solco già tracciato da numerosi Comuni della Campania e di altre regioni italiane. In questo contesto, l’ente provinciale rivendica il proprio ruolo istituzionale di rango costituzionale. In forza dell’articolo 121 della Costituzione e della propria funzione all’interno del sistema delle autonomie locali, la Provincia si ritiene pienamente legittimata a sollecitare un intervento riformatore da parte del Parlamento.  

Gli impegni richiesti al Presidente Parente

Il documento impegna formalmente il Presidente della Provincia a farsi promotore di una serie di azioni concrete su scala nazionale. In primo luogo, Giuseppe Parente dovrà sostenere ogni iniziativa istituzionale utile a modificare la legge elettorale affinché venga garantita l’elezione diretta di deputati e senatori.  

Il testo della mozione sarà trasmesso ufficialmente alle massime cariche dello Stato: al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri e a tutti i capigruppo parlamentari. Infine, la presidenza è chiamata a sviluppare momenti di confronto e sensibilizzazione sul tema della rappresentanza democratica, attivando sinergie con le altre province italiane e assicurando la massima diffusione dell’atto attraverso i canali istituzionali dell’ente.  

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