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Omicidio di Trentova, una settimana di indagini: cosa sappiamo sull’omicidio di Walter Avallone

Il vigilante di Eboli ucciso nella sua auto ad Agropoli. Un passeggero con due borsoni, un’ogiva calibro 7.65, la stanza sequestrata a Vibonati.

Di:
Ernesto Rocco
Pubblicato il: 17/10/2026
Aggiornato il: 17/10/2026
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Omicidio a Trentova, la vittima è Walter Avallone: indagini a tutto campo, al vaglio le telecamere e gli ultimi spostamenti

Sono passati quattro giorni dal ritrovamento del corpo di Walter Avallone, ma l’omicidio di Trentova, ad Agropoli, è ancora un giallo. Gli investigatori hanno raccolto molto in pochi giorni: una dinamica ricostruita con precisione, un proiettile, un’arma da cercare, un possibile testimone-chiave mai identificato. Mancano ancora il movente e il nome di chi ha premuto il grilletto.

Il ritrovamento

Era la mattina di martedì 13 ottobre quando un carabiniere che faceva jogging nell’oasi naturalistica di Trentova ha notato una Ford B-Max bianca ferma in uno dei parcheggi davanti alla baia. Al posto di guida c’era un uomo senza vita, con una profonda ferita alla gola. Era Walter Avallone, 55 anni, di Eboli, vigilante e padre di due figlie.

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Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Agropoli, guidati dal capitano Guido Carlo Decugis, i sanitari della Croce Rossa e la polizia municipale. È intervenuto anche il procuratore capo di Vallo della Lucania, Francesco Rotondo. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio e ha affidato le indagini all’Arma. I rilievi sono toccati agli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche di Salerno.

La dinamica

Nei giorni successivi la ricostruzione si è fatta più nitida. Il colpo, sparato da una pistola semiautomatica calibro 7.65, ha attraversato il collo della vittima da destra verso sinistra. Si è poi fermato nella portiera lato guida, dove gli specialisti dei SIS di Salerno hanno trovato l’ogiva e l’hanno sequestrata. Per gli inquirenti la traiettoria indica che chi ha sparato sedeva sul sedile del passeggero, accanto ad Avallone.

L’ipotesi principale è che lo sparo sia arrivato al culmine di una lite improvvisa scoppiata all’interno dell’abitacolo, ma la Procura non ha confermato alcun movente. Il procuratore Rotondo ha scelto la prudenza: sulle indagini non si dice nulla, ha fatto capire, ma l’impegno per trovare il responsabile è totale.

L’uomo con i due borsoni

È il punto più misterioso dell’inchiesta. Secondo quanto ricostruito, dopo lo sparo il passeggero avrebbe aperto il bagagliaio della Ford, preso due borsoni e si sarebbe allontanato a piedi verso il belvedere di Trentova, facendo perdere le proprie tracce. Non si sa cosa contenessero quei borsoni, né se abbiano a che fare con il movente. Non si sa nemmeno come l’uomo abbia lasciato la zona. Ciò che si apprende dalle telecamere che lo hanno immortalato, è che si sarebbe diretto verso il belvedere.

La pistola usata per uccidere non è stata trovata: il killer l’avrebbe portata con sé. Le ricerche si sono estese all’intero perimetro intorno al parcheggio.

Nell’auto i carabinieri hanno invece repertato una pistola a salve, verosimilmente di proprietà dello stesso Avallone.

Le telecamere

Una parte decisiva dell’indagine passa dalle immagini. Gli investigatori hanno acquisito e stanno analizzando i filmati dei sistemi di videosorveglianza dell’area, tra cui quelli di via Pio X, via Moio e la telecamera davanti al parcheggio. Tra le riprese sarebbe comparso anche un uomo ritenuto sospetto. I militari stanno cercando inoltre le telecamere private della zona, per ricostruire arrivi e partenze nelle ore a cavallo del delitto.

A tre giorni dai fatti la scena di Trentova era ormai deserta, con qualche nastro rimasto a segnare il perimetro dei rilievi. L’attività investigativa, invece, non si è mai fermata.

La vita di Avallone e la stanza di Vibonati

Gli inquirenti stanno scavando nella vita di Avallone, a cominciare dall’ambiente di lavoro. Il vigilante aveva una quotidianità fatta di turni e incarichi, e secondo quanto riferito lavorava come guardiano di treni merci alla stazione di Sapri. Proprio per questo si appoggiava a una stanza nel centro storico di Vibonati, che i carabinieri hanno sequestrato. Con lui un collega del napoletano.

Il fermo smentito

Nei giorni scorsi era circolata la voce di un fermo a Eboli. La notizia è stata smentita poco dopo: al momento nessuno risulta fermato o indagato.

Cosa succede adesso

Il prossimo passaggio è fissato per martedì 20 ottobre, con l’autopsia sul corpo di Avallone. L’esame dovrà chiarire la traiettoria del proiettile, le lesioni e le circostanze esatte della morte. In parallelo proseguono le analisi balistiche sull’ogiva, l’esame dei filmati e gli accertamenti sulla rete di contatti della vittima.

Restano aperte le domande che contano. Chi era l’uomo seduto accanto ad Avallone? Cosa c’era nei due borsoni? Che ruolo ha avuto la pistola a salve? E soprattutto: perché?

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