Tanta partecipazione, questa mattina, per la solenne riapertura al culto della chiesa del Convento di San Francesco di Gioi, luogo caro a tutta la popolazione locale e risalente al 1400.
Un luogo caro ad ogni gioiese
La cerimonia è stata officiata dal parroco Don Marco Torraca che si è detto sin da subito felice di far rivivere questo posto sacro. “Credo che vivere il Convento di San Francesco, significa vivere direttamente o indirettamente l’identità della nostra comunità, perché ognuno di noi si sente qui a casa sua, e il Convento, la chiesa del Convento, queste pietre, che ci hanno visto crescere un pò tutte le generazioni, compresa la mia”.
“È stato anche il luogo dell’infanzia di ognuno di noi – ha sottolineato Torraca – poi per le diverse manifestazioni che si sono tenute in questo luogo, e allora oggi è per noi un motivo di grande gioia perché ci sentiamo ritornare a casa e siamo accolti qui nella casa del Signore per fare festa. Il Convento vuole essere occasione di memoria, di ricordo ma nello stesso tempo speranza per il futuro”.
La struttura conventuale di San Francesco
Il Convento di San Francesco di Gioi, venne costruito nel 1466, a ridosso della possente cinta muraria che, edificata nel medioevo cingeva tutto il centro abitato. Le spese per l’edificazione furono a carico del popolo e dell’Università di Gioi, alla presenza di 41 monaci. Il primo elemento che veniva collocato era l’obelisco con la croce, ben visibile nel piazzale.
La costruzione ebbe inizio a partire dalla preesistente cappella di San Giovanni Battista; la chiesa, con un unica grande navata, non ha l’aspetto originario ma, nel 1713 venne inaugurato l’elegante adattamento allo stile barocco. Le statue raffigurano prevalentemente Santi francescani e sono di buona fattura. Molto interessanti l’altare ligneo e il bellissimo organo sormontato dal simbolo dei francescani completo a colori; da notare anche i confessionali e il pulpito con ingresso dal chiostro. Sul pavimento, oltre alle botole delle tombe, si può ammirare una maiolica recintata, raffigurante una donna per metà con sembianze umane e per metà scheletro, un vero monito all’essere umano, ai cui lati si possono leggere alcune frasi adatte all’immagine descritta. Nell’abside, in alto, Gesù in croce con San Giovanni Evangelista e la Madonna.
La volta a crociera, davanti alla chiesa, con affreschi nelle lunette, raffiguranti vari Santi. Degno di nota il maestoso portale in pietra locale e, sulla porta, si nota lo stemma dei francescani con a destra il cuore di Gesù con i tre chiodi della crocifissione. (Cenni storici, Mario Romano).