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Emergenza idrica al Santuario del Monte Gelbison, disagi per i pellegrini: la replica del sindaco

Una situazione definita “inaccettabile” da chi raggiunge i 1700 metri del monte da Campania, Calabria e Basilicata

Di:
Chiara Esposito
Di:Chiara Esposito
Giornalista iscritta all'albo dei pubblicisti, appassionata di musica e spettacolo, segue per InfoCilento l'area del Cilento storico, occupandosi di attualità, politica e sport.
Pubblicato il: 14/09/2025
Aggiornato il: 14/09/2025
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Adriano De Vita

Nei giorni scorsi alcuni pellegrini avevano denunciato disagi al Santuario della Madonna del Monte Gelbison, con bagni pubblici chiusi e pompe idriche fuori uso. Una situazione definita “inaccettabile” da chi raggiunge i 1700 metri del monte da Campania, Calabria e Basilicata, anche alla luce del pedaggio di 5 euro richiesto per l’accesso in auto.

La replica del sindaco

Il sindaco di Novi Velia, Adriano De Vita, ha ricostruito così i fatti, precisando la situazione. Da oltre un mese la sorgente che rifornisce il Santuario è a secco e il Comune ha attivato un piano straordinario con autobotti, trasportando acqua ogni giorno fino in quota. A peggiorare la situazione, un violento temporale che la scorsa settimana ha danneggiato sia la pompa primaria sia quella di riserva, bloccando il sistema di sollevamento e prosciugando rapidamente le scorte.

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Uffici tecnici a lavoro

“Ci siamo trovati di fronte a un danno improvviso e grave”, ha spiegato De Vita. “Il nostro ufficio tecnico è a lavoro e stiamo già reperendo i pezzi di ricambio. Nel frattempo continuiamo a garantire il servizio con ogni mezzo possibile”.

Il Comune ha precisato che i bagni alla Croce e quelli di Rofrano sono rimasti funzionanti, evitando il blocco totale. Il sindaco ha ricordato le difficoltà di gestione a 1700 metri d’altitudine: “Comprendiamo le difficoltà dei pellegrini. Senza il supporto delle autobotti i problemi sarebbero stati molto più seri”.

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