Le ondate di calore sempre più intense che stanno colpendo la Campania hanno spinto CGIL, CISL e UIL regionali a muoversi ufficialmente per tutelare la salute dei lavoratori. Le tre sigle sindacali hanno inviato una richiesta formale ai vertici della Regione Campania, indirizzata al presidente Roberto Fico e agli assessori competenti, Angelica Saggese (Lavoro) e Fulvio Bonavitacola (Attività produttive). L’obiettivo principale è l’adozione di un’ordinanza per bloccare le attività lavorative durante le ore più calde della giornata nei comparti a maggior rischio.
I rischi legati al cambiamento climatico
Nel documento firmato dai segretari generali viene evidenziato come i cambiamenti climatici stiano trasformando radicalmente le condizioni ambientali nei luoghi di lavoro. L’aumento costante delle temperature, unito a tassi di umidità elevati e a una prolungata esposizione ai raggi solari, sta creando un contesto di forte criticità. Questi fattori combinati incrementano in modo esponenziale i pericoli per l’integrità fisica del personale, rendendo urgenti interventi mirati di igiene e sanità pubblica per ridurre l’esposizione al sole e limitare i turni nei momenti di picco termico.
I settori più esposti allo stress termico
La richiesta di protezione si concentra in particolare su precise categorie professionali. I settori più esposti, dove il rischio di stress termico e colpi di calore può registrare le conseguenze più gravi, rimangono l’edilizia, l’agricoltura e in generale tutte le mansioni che si svolgono stabilmente all’aperto. Per queste realtà, i sindacati considerano non più rinviabile una regolamentazione chiara che disciplini le attività nei periodi di massima emergenza climatica. La lettera si conclude con la richiesta alla Regione di aprire un tavolo di confronto urgente per definire insieme le misure necessarie.
