Il Nursind di Salerno interviene sulle dichiarazioni del sindaco di Salerno relative alle difficoltà di accesso ai servizi dell’Azienda Ruggi e chiede di superare la logica della polemica per concentrarsi sulle soluzioni. Al centro dell’intervento del segretario generale Biagio Tomasco il tema dei tempi di attesa e delle sfide che attendono la nuova gestione dell’azienda ospedaliera.
Una criticità cronica per cittadini e operatori
“Le difficoltà che oggi vengono evidenziate non sono una novità degli ultimi giorni – dichiara Biagio Tomasco – ma rappresentano una problematica che cittadini e operatori sanitari conoscono da anni. Le attese per le prestazioni e le difficoltà di accesso ai servizi sono questioni che necessitano di risposte concrete e di una programmazione capace di incidere realmente”.
Secondo il Nursind, il confronto sul futuro dell’Azienda Ruggi deve partire dalla consapevolezza che le criticità non possono essere affrontate con interventi estemporanei, ma attraverso un percorso condiviso.
Il nodo delle liste d’attesa
“Ci chiediamo se la situazione descritta sia una conseguenza immediata o se sia invece il risultato di una condizione che si è consolidata nel tempo. Le liste d’attesa sono un tema che richiede attenzione costante e non può essere affrontato soltanto quando diventa più visibile”, aggiunge Tomasco.
Il segretario generale richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di dare il giusto tempo alla nuova direzione aziendale per lavorare e intervenire sui problemi organizzativi.
Tempo e fiducia al nuovo management
“Un nuovo management deve avere la possibilità di conoscere la realtà che si trova a gestire, individuare le criticità e mettere in campo le soluzioni. I risultati devono essere valutati alla fine di un percorso, non dopo pochi giorni dall’insediamento”, sottolinea.
Il Nursind invita quindi le istituzioni a sostenere il lavoro della nuova direzione dell’Azienda Ruggi, evitando contrapposizioni e puntando alla collaborazione.
“Il nostro obiettivo resta quello di garantire ai cittadini servizi migliori e agli operatori condizioni adeguate per svolgere il proprio lavoro. Serve il contributo di tutti: istituzioni, azienda e lavoratori della sanità. Le polemiche lasciano il tempo che trovano, mentre le soluzioni richiedono responsabilità e collaborazione”, conclude Tomasco.
