La Stuzza rappresenta una delle tradizioni marinare più antiche e affascinanti del Cilento, capace di unire residenti, visitatori e amanti delle usanze locali in un’atmosfera carica di suggestione. Giunta alla sua 125ª edizione, la manifestazione si conferma un appuntamento imperdibile per chi si trova a Santa Maria di Castellabate a metà agosto. Comprendere il valore di questo evento significa immergersi nell’identità di un borgo che celebra il proprio legame con il mare attraverso una prova di coraggio e destrezza visivamente unica.
Un traguardo storico nel segno del ricordo
L’edizione 2026 segna il raggiungimento di ben centoventicinque edizioni, a testimonianza di una continuità storica che affonda le radici nel passato della marineria locale. L’appuntamento è fissato per il 14 agosto, a partire dalle ore 16.30, nella cornice della scogliera del Lungomare Perrotti, da sempre arena naturale dello spettacolo.
L’evento di quest’anno riveste una valenza emotiva ancora più profonda: la manifestazione è infatti dedicata alla memoria di Giancarlo Fragano, figura recentemente scomparsa che ha lasciato un segno nitido nella comunità. L’iniziativa vede la regia dell’Associazione Cilentani Doc, affiancata dal patrocinio del Comune di Castellabate, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, oltre al sostegno della BCC Magna Grecia.
Come funziona la gara sulla scogliera
La competizione conserva inalterata la struttura fondamentale che la rende celebre in tutta la regione. Il momento centrale è la sfida sul palo di legno inclinato e cosparso di grasso animale, posizionato direttamente a sbalzo sullo specchio d’acqua.
I concorrenti sono chiamati a percorrere la trave scivolosa cercando di non cadere in mare, con l’obiettivo di afferrare le tre bandierine poste al termine del percorso. Una prova che richiede un eccezionale senso dell’equilibrio, prontezza e audacia. A coronamento della gara, i tre vincitori che riusciranno nell’impresa riceveranno premi artistici in ceramica realizzati dal laboratorio Oltremare.
Il valore identitario per il territorio
Al di là dell’aspetto folcloristico e goliardico, la competizione incarna la conservazione della memoria storica delle genti di mare cilentane. La capacità di attrazione dell’evento risiede proprio nella sua autenticità, in grado di trasmettere valori antichi anche al pubblico dei più giovani e ai numerosi turisti estivi.
“Il Palio è un appuntamento capace di custodire e tramandare la memoria marinara di Castellabate, mantenendo vivo il rapporto tra la comunità e il suo mare. Un patrimonio immateriale che continua a parlare alle nuove generazioni e che ogni estate torna a essere vissuto direttamente dai protagonisti e dal pubblico” spiegano gli organizzatori.
