Si preannuncia una battaglia legale dai possibili risvolti complessi quella che vede contrapposti il dottor Palmiro Cornetta, professionista dell’Oculistica dell’ospedale di Eboli, e l’ASL Salerno.
Al centro della vicenda c’è il concorso per il conferimento dell’incarico di Direttore di Struttura Complessa della UOC Oculistica del Presidio Ospedaliero di Eboli, procedura contestata davanti al Tribunale del Lavoro di Salerno attraverso un ricorso d’urgenza ex articolo 700 del codice di procedura civile, presentato dagli avvocati Francesco Morena e Raffaele Falce.
Il profilo professionale e le cifre dell’attività
Il dottor Cornetta presta servizio presso il nosocomio ebolitano dal 2011 e dal 2021 ricopre l’incarico di direttore facente funzioni. Nel ricorso viene evidenziato un curriculum professionale di rilievo, con migliaia di interventi eseguiti negli anni. Tra il 2021 e il 2025, secondo la documentazione depositata dai legali, sarebbero stati oltre 5.200 gli interventi di cataratta effettuati, ai quali si aggiungono numerose altre procedure chirurgiche.
Numeri che, secondo la prospettazione della difesa, testimonierebbero esperienza e continuità professionale, anche alla luce degli standard qualitativi richiamati nella documentazione sanitaria allegata al ricorso.
Le indiscrezioni e i dubbi sollevati dalla difesa
La vicenda, tuttavia, non riguarda soltanto i titoli professionali del candidato. Nel ricorso vengono riportate anche alcune circostanze che, secondo la difesa, avrebbero alimentato:”dubbi sull’esito della procedura già prima dello svolgimento delle prove”. In particolare, viene riferita:” l’esistenza di indiscrezioni nell’ambiente sanitario circa un presunto esito già orientato”. Si tratta, naturalmente, di circostanze oggetto di contestazione giudiziaria e che dovranno essere valutate nelle sedi competenti.
La contestazione sulle modalità della prova orale e il sorteggio
Sono diversi gli aspetti della procedura che gli avvocati del dottor Cornetta chiedono al giudice di esaminare. Uno dei principali motivi di doglianza riguarda le modalità di svolgimento del colloquio orale. Secondo quanto sostenuto nel ricorso, la: “prova si sarebbe svolta senza una forma di pubblicità che consentisse agli altri candidati, in attesa del proprio turno, di assistere ai colloqui”.
Per la difesa, tale modalità avrebbe impedito: “un controllo esterno sul corretto svolgimento delle prove e sull’uniformità delle condizioni di esame, sollevando interrogativi in ordine ai principi di trasparenza e imparzialità che devono caratterizzare le procedure selettive della Pubblica Amministrazione”.
Altra questione sollevata riguarda:” l’estrazione dell’ordine di chiamata dei candidati”. Secondo la ricostruzione contenuta nel ricorso:” la commissione avrebbe utilizzato una scatola collocata su una scrivania per procedere al sorteggio. La dottoressa Olga Voto, indicata come controinteressata nel procedimento, avrebbe estratto la lettera “V”, corrispondente all’iniziale del proprio cognome, risultando così la prima candidata a sostenere il colloquio”.
È uno degli episodi che la difesa indica come elemento :”meritevole di approfondimento da parte del giudice, contestando in particolare la trasparenza delle modalità adottate”.
I criteri di valutazione e la protesta in sede d’esame
Un ulteriore profilo riguarda la preventiva individuazione dei criteri utilizzati dalla commissione per la valutazione dei candidati. La tesi sostenuta nel ricorso è che: “i criteri non sarebbero stati sufficientemente dettagliati prima dell’inizio delle prove e che le indicazioni fornite dalla commissione sarebbero rimaste su un piano generale”.
Secondo la difesa, una simile impostazione avrebbe lasciato un margine di:” discrezionalità eccessivamente ampio nella valutazione dei candidati, con possibili ripercussioni sui principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’articolo 97 della Costituzione”.
È proprio durante il colloquio orale che la vicenda assume un carattere particolarmente controverso. Il dottor Cornetta, contestando formalmente le modalità con cui la prova veniva svolta: “avrebbe scelto di non rispondere ai quesiti tecnici sottopostigli dalla commissione. La decisione è stata quindi verbalizzata come indisponibilità del candidato a sostenere il colloquio.
A Cornetta sarebbe stato attribuito un punteggio pari a “0/60”, con conseguente giudizio di “non idoneità”. Il ricorrente ritiene che tale esito abbia prodotto un grave pregiudizio professionale, anche considerando la vicinanza al pensionamento”.
Le richieste al Tribunale del Lavoro
Gli avvocati Francesco Morena e Raffaele Falce hanno chiesto al Tribunale del Lavoro di Salerno, in via cautelare, la :”sospensione della procedura concorsuale. Nel merito, la richiesta è quella di ottenere l’annullamento della prova orale e degli eventuali atti successivi, ritenuti conseguenziali alle modalità contestate”.
Nella prospettazione della difesa, la procedura avrebbe presentato criticità tali da:” mettere in discussione la legittimità dell’intero percorso selettivo. Nel ricorso vengono inoltre formulate accuse particolarmente severe circa le logiche che avrebbero caratterizzato la selezione, comprese quelle definite dalla difesa come possibili dinamiche di “favoritismo”. Si tratta, però, di contestazioni contenute nell’atto giudiziario e non di facts definitivamente accertati”.
Trasparenza e merito nelle selezioni della sanità pubblica
La vicenda mette dunque sotto i riflettori le modalità con cui vengono svolte le selezioni per gli incarichi dirigenziali nella sanità pubblica. Il Tribunale del Lavoro di Salerno sarà chiamato a valutare la fondatezza delle doglianze presentate dal dottor Cornetta e, in particolare, se le modalità di svolgimento della procedura abbiano effettivamente determinato violazioni dei principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa.
Al di là dell’esito del procedimento, il caso di Eboli riporta al centro una questione più ampia:” la necessità che i concorsi per gli incarichi apicali della sanità pubblica siano caratterizzati da regole chiare, criteri verificabili e procedure percepite come trasparenti da tutti i partecipanti”.
Sarà ora la magistratura a stabilire se le contestazioni sollevate dalla difesa del dottor Cornetta siano fondate e quali eventuali conseguenze possano derivarne sulla procedura per la direzione dell’Oculistica di Eboli.
