La fine anticipata della consiliatura a Battipaglia si trasforma in una dura requisitoria politica. In una conferenza stampa durata circa trenta minuti, l’ex sindaca Cecilia Francese si è presentata alla città, affiancata dai collaboratori e sostenitori più stretti, per analizzare le ragioni della sfiducia incassata nei giorni scorsi. Un passaggio formale diventato l’occasione per tracciare un consuntivo sui dieci anni trascorsi alla guida di Palazzo di Città, ma soprattutto per sferrare un attacco diretto agli oppositori e agli ex alleati responsabili della caduta dell’amministrazione.
Il bilancio del decennio: dalla crisi finanziaria ai progetti per la città
Nel ricostruire lo stato dell’Ente al momento del suo insediamento nel 2016, l’ex prima cittadina ha dipinto un quadro di profondo dissesto gestionale ed economico, rivendicando i progressi compiuti durante il suo doppio mandato.
«Nel 2016 questa città era sommersa di debiti, in dissesto finanziario, con una macchina amministrativa allo sbando, con una società pubblica che doveva gestire rifiuti sommersa di debiti. Una città dove ti svegliavi la mattina con la puzza dei rifiuti; dove l’impianto di depurazione delle acque era solo sulla carta e dove da anni non si facevano lavori pubblici», ha dichiarato Cecilia Francese nel corso dell’incontro.
Tra i nodi critici ereditati e affrontati nel corso degli anni, l’ex sindaca ha citato gli abusi edilizi lungo la litoranea, la riorganizzazione dell’avvocatura comunale, la carenza strutturale di manutenzione ordinaria e le criticità relative alla gestione del Piano di Zona e della programmazione culturale locale.
La stoccata sull’ultimo Consiglio comunale e lo stop ai fondi
Il punto centrale dell’intervento ha riguardato le ultime decisioni dell’assise cittadina, dove il voto contrario della maggioranza d’opposizione ha bloccato importanti capitoli di spesa destinati a opere pubbliche e risanamento ambientale. In particolare, è stata sottolineata la mancata approvazione di una variazione di bilancio ritenuta strategica per il territorio.
«Abbiamo dato una risposta. Nell’ultimo consiglio comunale si doveva votare una variazione di bilancio in entrata, per 25 milioni di euro per la riqualificazione della De Amicis e la bonifica della discarica», ha evidenziato l’ex sindaca, denunciando le conseguenze del blocco amministrativo sul futuro del comune salernitano. «Questi sono gli atti che cambiano il futuro della città. Questa sfiducia dimostra chiaramente che non è stata sacrificata solo la sindaca ma una città intera».
Le prospettive politiche e la difesa della territorialità
In conclusione del suo intervento, Cecilia Francese ha proiettato lo sguardo sulle prospettive politiche immediate che attendono la comunità di Battipaglia. Lanciando un chiaro segnale in vista della successiva fase commissariale e delle future scadenze elettorali, l’ex prima cittadina ha fissato un paletto programmatico e d’appartenenza: «Non permetterò che questa città venga gestita da persone che non sono di Battipaglia», evidenziando come uno dei suoi consiglieri sarà candidato a sindaco.
