Si chiude con un voto in Consiglio comunale l’esperienza amministrativa della sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese. Nella tarda serata di ieri, l’assise civica ha approvato la mozione di sfiducia firmata da dodici consiglieri, decretando lo scioglimento anticipato del Consiglio e la fine della consiliatura con sette mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale prevista per la prossima primavera.
Il voto e le motivazioni della crisi politica
Il provvedimento che ha interrotto l’amministrazione è stato votato al termine di un dibattito durato oltre tre ore. La mozione di sfiducia si fondava su sei punti chiave incentrati sulla contestazione di una presunta “crisi strutturale della capacità di governo” della città campana. Le frizioni politiche accumulate negli ultimi mesi hanno così trovato il epilogo definitivo nell’aula consiliare, portando alla convergenza dei numeri necessari per far decadere la giunta in carica. A nulla è servito anche l’estremo tentativo di azzerare la giunta annunciato in settimana.
Il bilancio di un decennio amministrativo
Cecilia Francese deteneva un primato politico rilevante nella storia recente del comune salernitano: era stata, infatti, la prima donna a guidare la città ed anche il primo sindaco nella storia di Battipaglia ad essere riuscito a completare un intero mandato quinquennale, guadagnandosi la riconferma per una seconda legislatura. Questo secondo mandato si interrompe tuttavia anzitempo, impedendo alla prima cittadina di portare a termine gli ultimi mesi di programmazione amministrativa.
“Mi sono spesa al massimo perché ci tenevo alla mia città a cui abbiamo dato dignità politica dopo anni di commissariamento”, ha detto la sindaca nel suo ultimo intervento rivendicando il lavoro svolto.
Verso il voto di primavera: arriva il commissario
Con lo scioglimento formale dell’ente comunale, l’iter istituzionale prevede adesso l’arrivo di un commissario prefettizio. La figura commissariale avrà il compito di guidare la gestione ordinaria del Comune di Battipaglia e di traghettare la macchina amministrativa fino al prossimo appuntamento con le urne, fissato per la prossima primavera, quando i cittadini saranno chiamati a scegliere la nuova guida politica della città.
