Sono ufficialmente riprese le attività di ricerca archeologica presso il sito indigeno di Roscigno-Monte Pruno, uno dei più importanti contesti dell’entroterra campano.
La storia e l’importanza del sito di Monte Pruno
Il sito, frequentato a partire dal VII secolo a.C., si trova in un punto strategico fra il Vallo di Diano e la piana che conduceva verso la città greca di Poseidonia-Paestum.
Il momento di massimo splendore coincide con il periodo lucano, quando venne costruita un’imponente cinta di fortificazioni. La ricerca archeologica a Roscigno ha consentito di portare alla luce anche diversi nuclei di necropoli, tra cui la famosa tomba principesca, trovata nel 1938 e databile alla fine del V secolo a.C.
Gli obiettivi della campagna di scavo 2026
Le attività di ricerca archeologica, realizzate nella cornice istituzionale di una concessione di scavo tra il Ministero della Cultura e il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si inseriscono nel programma di indagine finalizzato ad approfondire:
- La conoscenza dell’antico insediamento di Roscigno-Monte Pruno;
- La sua organizzazione urbanistica;
- Le trasformazioni che ne hanno caratterizzato lo sviluppo nel corso dei secoli.
A prendere parte alle attività sul campo sarà un’équipe composta da dottorandi, studenti e studentesse del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, a conferma del ruolo dello scavo quale luogo privilegiato di formazione e di alta qualificazione scientifica per le nuove generazioni di ricercatori.
Una sinergia tra istituzioni e territorio
Il progetto nasce grazie alla proficua collaborazione tra istituzioni, enti territoriali e realtà locali, in particolare:
- La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino;
- Il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
- Il Comune di Roscigno;
- La Banca Monte Pruno;
- La Comunità Montana;
- Il Sindaco Pino Palmieri.
Il sostegno di queste realtà ha consentito l’effettivo avvio delle attività di scavo, confermando una condivisa sensibilità nei confronti della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico.
