La battaglia del Ministero dell’Istruzione e del Merito contro il mercato dei “diplomi facili” e dei titoli falsificati nella scuola pubblica registra i primi importanti risultati. Tra revoche della parità scolastica, sentenze di condanna della magistratura contabile e provvedimenti espulsivi, sono già 56 i licenziamenti segnalati in Italia tra personale docente e collaboratori scolastici. L’operazione punta a ripristinare legalità e trasparenza nelle graduatorie scolastiche, contrastando un fenomeno che vede coinvolte diverse Procure e che trova nel territorio Salernitano uno dei punti nevralgici delle indagini e dei controlli.
Il caso di Castellabate e la condanna della Corte dei Conti
Uno degli episodi più emblematici emersi nel Cilento riguarda un aspirante collaboratore scolastico di Castellabate. L’uomo si era inserito nelle graduatorie del Bresciano ottenendo diverse supplenze grazie a un titolo professionale per i servizi di ristorazione, recante la votazione di 100/100 e apparentemente conseguito il 27 agosto 2013 presso un istituto del Salernitano.
Le verifiche hanno accertato che la sessione straordinaria d’esame non si era mai svolta e che sia la scuola sia i docenti indicati nei verbali disconoscevano la validità del documento. La vicenda è giunta al termine con la sentenza numero 147/2026 della Corte dei Conti della Lombardia, depositata il 2 ottobre, che ha condannato l’uomo a restituire 15.920,38 euro al Ministero per gli stipendi percepiti indebitamente.
Un fenomeno nazionale tra Procure e intimidazioni
L’inchiesta sui titoli falsi — che spazia dalle qualifiche professionali ATA alle certificazioni di sostegno per gli insegnanti — riguarda diversi filoni investigativi che attraversano l’intero paese, con accertamenti condotti dalle Procure di Brescia, Verona, Venezia, Como e Brescia.
La gravità della situazione è evidenziata anche dalle recenti tensioni e intimidazioni registrate a danno delle autorità in prima linea nel contrasto alle irregolarità. A settembre scorso sono state indirizzate lettere minatorie e proiettili sia al ministro sia al procuratore aggiunto di Nocera Inferiore, a conferma del clima di forte tensione attorno al controllo delle scuole paritarie e del reclutamento.
Il bilancio dei controlli in Campania e nel Salernitano
I rigorosi controlli introdotti dal decreto-legge 45 del 2025 (convertito nella legge 79/2025) stanno producendo un netto ridimensionamento delle iscrizioni negli istituti paritari campani, passate da 33.900 nell’anno scolastico 2023/24 a 26.900 nel 2026, con un calo di 7.000 unità. In particolare, gli studenti esterni della regione sono scesi da 1.205 a 922.
In controtendenza, la provincia di Salerno mostra una dinamica specifica che richiede forte attenzione da parte degli organi ispettivo-ministeriali:
I frequentanti delle scuole paritarie salernitane sono saliti da 9.250 a 10.218.
I diplomati interni sono cresciuti da 5.703 a 6.319.
I diplomati esterni registrano invece una flessione, passando da 378 a 216.
Per arginare le irregolarità alla radice, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha già revocato la parità a 6 istituti privati situati tra Nocera Inferiore e Pagani per il mancato rispetto dei requisiti di legge, nell’ambito di una strategia globale mirata a sanzionare sia chi produce e rilascia attestazioni prive di validità sia chi se ne avvale per scalare le graduatorie pubbliche.
