Il Comitato di Lotta dell’Ospedale di Sapri ha proclamato lo stato di agitazione permanente per l’intero territorio, chiedendo la riapertura in piena sicurezza del Punto Nascita e dell’intera struttura del presidio ospedaliero “Immacolata”. La decisione è arrivata in seguito all’assemblea pubblica convocata il 23 settembre 2026 nell’aula consiliare del Comune di Sapri, a seguito della sentenza n. 5279/2026 del TAR Campania pubblicata il 21 settembre 2026. La mobilitazione andrà avanti fino alla risoluzione definitiva della vicenda.
Fine del Piano di Rientro: ora la decisione è della politica
Secondo quanto evidenziato dal comitato, la chiusura del reparto non può più essere giustificata da ragioni tecniche o contabili legate al Piano di Rientro dal disavanzo sanitario, dal momento che la Campania è tornata a un regime di gestione ordinaria. Per il territorio cilentano la questione ha assunto una connotazione esclusivamente istituzionale.
“Oggi cade definitivamente ogni velo: la chiusura del Punto Nascita del Presidio Ospedaliero ‘Immacolata’ di Sapri non è più in alcun modo una scelta di carattere tecnico-normativo, né una decisione vincolata da paletti o vincoli economici legati al Piano di Rientro dal disavanzo sanitario,” sottolinea il comitato. “Il mantenimento del Punto Nascita di Sapri è una scelta puramente e squisitamente POLITICA!”
Le soluzioni organizzative e il nodo delle aree disagiate
Il comitato ricorda che le alternative concrete per superare l’emergenza esistono e sono previste dal quadro normativo, a partire dall’Accordo Stato-Regioni. Tra le proposte avanzate spicca la riorganizzazione del percorso nascita, che prevede l’integrazione di rete e il collegamento funzionale con l’ospedale di Vallo della Lucania, garantendo la gestione dei parti e la guardia attiva H24 per le emergenze ostetriche. A ciò si aggiunge il riconoscimento formale della Legge Regionale n. 11 del 22 luglio 2025, che inserisce Sapri tra le zone disagiate per la fruizione dei servizi sanitari.
Verso lo sciopero generale nel Cilento
La mobilitazione non accenna a fermarsi e la comunità avverte che la protesta potrebbe intensificarsi ulteriormente nelle prossime settimane.
“Se il Punto Nascita dovesse continuare a versare ancora nell’incertezza, non si esclude l’indizione di uno SCIOPERO GENERALE sulla Sanità di tutto il territorio cilentano,” avverte il Comitato di Lotta. “Bloccheremo le attività, incroceremo le braccia e continueremo a sollecitare in modo perentorio la politica regionale sul tema della Sanità.”
