Un viaggio tra natura e cultura per la valorizzazione di un turismo esperienziale nel comprensorio di Sacco e dell’Alto Calore Salernitano. Ha ottenuto un grande successo e tanta entusiastica partecipazione di pubblico il 1° Corso per il riconoscimento delle erbe spontanee e commestibili, organizzato al Rifugio Motola e lungo alcuni sentieri dell’Alto Calore Salernitano, nel territorio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, dallo staff tutto al femminile della Società Cooperativa ArcheoArte, in collaborazione con i professionisti di Esplora Tuscia (Chiara Di Iorio, Emanuele Palazzini, Francesco Marini) di Nepi, in provincia di Viterbo, e con il patrocinio del Comune di Sacco (presente al corso anche il vicesindaco, Emilia Polito).
Un mix gradevole di nozioni teoriche e di esperienza sul campo.
Francesco Marini, agronomo forestale e vicepresidente di Esplora Tuscia, ha spiegato ai corsisti l’importanza delle piante nella storia fornendo nozioni di biologia vegetale, con un’introduzione alle parti principali dell’organismo vegetale, e nozioni generali per la raccolta.
Poi si è passati allo studio dei principali caratteri morfologici e fenotipici delle specie appartenenti a varie famiglie, oltre a nozioni sugli utilizzi delle erbe spontanee commestibili in fitoalimurgia e cenni su preparazioni di fitoterapia.
E poi le uscite guidate sul campo, nei sentieri dell’area limitrofa del Monte Motola ed al sito archeologico di Sacco Vecchia per ricercare ed identificare i diversi (micro) habitat in cui individuare le differenti specie spontanee. Inoltre i consigli e le raccomandazioni per la raccolta.
Dall’insieme di erbe e piante spontanee quali, ad esempio, la pimpinella, la cicoria selvatica ma anche la rosa canina, è nata una saporita misticanza, consumata dai partecipanti al corso durante il pranzo che, assieme alla consegna degli attestati, ha concluso la ‘tre giorni’.
“L’unione tra il nostro territorio e quello della Tuscia è stata vincente nella creazione di questo corso, finalizzato a far conoscere nel dettaglio le piante commestibili ed officinali che popolano l’area limitrofa del Rifugio Motola – hanno dichiarato le ragazze di Archeoarte – In cantiere, proprio con Esplora Tuscia e non solo, è prevista tutta una serie di progetti e corsi similari, che metteranno in luce ulteriori peculiarità tali da rendere il Rifugio ed il Monte Motola sempre più attrattori turistici”.
“La collaborazione con ArcheoArte è nata quando le ragazze sono venute ad effettuare degli studi in siti archeologici a Corchiano, nel viterbese – ha sottolineato il presidente di Esplora Tuscia, Emanuele Palazzini – Ci siamo intesi nella direzione di un diverso tipo di promozione turistica dei rispettivi territori ed abbiamo dato vita a questa bella cooperazione. Il corso mira ad un turismo esperienziale, legato alla conoscenza delle erbe selvatiche e dei loro usi. Abbiamo unito la teoria mirata alla descrizione delle piante spontanee commestibili per poi andarle a trovare e raccogliere lungo i sentieri”.
“Questa ‘tre giorni’ – ha aggiunto il sindaco di Sacco, Franco Latempa – è stata importante perché legata alle attività di riscoperta e promozione turistica di una parte del nostro territorio finora marginale. Va dato merito all’impegno ed alla tenacia delle ragazze di ArcheoArte e del Rifugio Motola nel metterlo al centro sotto gli aspetti ambientale e paesaggistico”.
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