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Storia della Serie A in breve

Il calcio è tra gli sport più seguiti di sempre. Le persone ne sono appassionate, soprattutto in alcune zone del mondo come l’America del Sud, l’Europa, e in particolare l’Italia. Lo sport in sé e per sé nasce in Inghilterra nel 1800, ma i vari campionati nei diversi stati si sono sviluppati in epoche diverse.

Redazione Infocilento
10/11/2020 12:04 AM
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E per quel che concerne la nostra Serie A? Come nasce? Come si sviluppa?

Vediamo insieme l’evoluzione negli anni del campionato italiano e verso quali lidi è ormai diretto.

Gli albori della Serie A

La serie A nasce nel 1898, ma assume i connotati che conosciamo oggi solo nel 1929. Prima di allora infatti, il campionato era considerato un torneo amatoriale, rappresentato cioè da un gioco calcistico di puro divertimento, da gare disputate alla buona, tra varie regioni e ad eliminazione diretta.

Nell’anno 29-30 però la cosa cambiò, il tutto si evolse e nacque così un girone unico, detto all’italiana. Si optò quindi per lo schema andata e ritorno, e fu scelto come nome quello di serie A per distinguerlo da altre competizioni italiane di minore importanza (oggi si chiama Serie A Tim per motivi di sponsorizzazione e di pubblicità).

Perché si parla di “scudetto”

Tutti sappiamo che la Juventus è la squadra più scudettata, anche grazie ai numerosi campioni che hanno vestito la maglia bianconera nei diversi decenni.

Ma perché per il trionfo in Serie A si parla di vittoria dello scudetto?

L’aneddoto risale al 1924, quando fu cucito per la prima volta sulla divisa del club vittorioso un segno distintivo (a forma di scudo) con la bandiera italiana.

In realtà, l’idea fu presa in prestito dai militari italiani e civili locali che a Fiume disputarono un’amichevole e che per distinguersi sfoggiarono orgogliosi uno scudo tricolore a dimostrazione dell’amore provato per la propria patria.

Fu al dire il vero lo scrittore Gabriele D’Annunzio, che amava oltre al calcio anche la sua patria Italia, che si prodigò per la creazione di quello stemma con i colori della nazione. Fu così che lo fece sfoggiare ai militari italiani in sostituzione dello scudo sabaudo.

Da allora in poi il trionfo della squadra in serie A viene chiamato anche vittoria dello Scudetto.

Le regole del gioco

Dal punto di vista delle regole di gioco, quelle attuali non si discostano di tanto da quelle iniziali. Si pensi solo che fino all’anno 94-95 in caso di vittoria c’erano due punti e non tre come oggi. O della regola per la quale il portiere non può più prendere con le mani una palla volutamente passata da un compagno di squadra.

E poi ancora, nell’anno 2004-2005 fu fatta l’unica eccezione alla regola per la quale si consentì la partecipazione a 16 o 18 squadre e non 20.

L’evoluzione delle trasmissione delle partite

Il cambiamento radicale avvenuto nel corso degli anni in seno alla serie A, ha riguardato la lotta agguerrita delle emittenti televisive che cercano di accaparrarsi i diritti per trasmettere le partite.

Da ciò ne è conseguito che non funziona più la regola per la quale durante l’inverno le partite si tenevano esclusivamente la domenica alle 14:30, mentre alle 16:30 nei periodi estivi.

Anzi, ora, si gioca un po’ quando capita, anche in giorni infrasettimanali, negli anticipi del venerdì e del sabato e nei posticipi del lunedì. Lo stress per i giocatori è molto più alto.

Il titolo di campione d’Italia

Sempre a livello storico, fu con la nascita della serie A, che venne istituita la regola per la quale la squadra che vinceva ottenendo più punti a fine stagioni guadagnava il titolo di Campione d’Italia.

Oltre allo scudetto, e ai campionati vinti, oggi si parla anche di stelle. Questo perché nel 1958, Umberto Agnelli propose di aggiungere una stella per ogni dieci campionati vinti. E così, a titolo esemplificativo, si dice che la Juventus (squadra con maggior numero di scudetti vinti) vanti tre stelle, mentre L’Inter (unica squadra mai retrocessa e spesso vittoriosa nei trionfi nazionali) ne conta una sola. Così come il Milan che anche ne conta una?

Il campionato di calcio italiano oggi

Da quando la serie A è nata, sicuramente le cose sono cambiate. Il calcio si è evoluto, la Serie A è progredita, si è sviluppata, e oggi rientra ufficialmente tra gli sport più complessi in cui lanciarsi.

Negli anni non sono mancati i problemi, i dubbi, le incertezze, le critiche sui gol mancati, e sulla gestione delle partite di calcio in sé e per sé.

Squadre come la Juventus, la Roma, il Napoli, e le milanesi Milan e Inter sono quelle attive e agguerrite anno dopo anno, che lottano con il sangue per raggiungere lo scudetto, al fine di classificarsi nelle migliori posizioni dei tornei europei, dalla UEFA Champions League all’Europa League.

Quel campionato nato un po’ per gioco, nato per tirare quattro calci ad un pallone, oggi rappresenta la pietra miliare del calcio italiano. È diventato l’opportunità per i grandi club di classificarsi in Europa e per fare la differenza tra le squadre rivali.

In molti considerano, a onor del vero, il calcio italiano come molto più duro e competitivo rispetto ad altri campionati esteri, proprio perché è molto più difficile e complesso da giocare.

Non è un caso oggi che la Serie A italiana venga definita a tattica difensiva prevalente, dove risulta più complicato segnare anche per gli attaccanti più in gamba. Sappiamo insomma distinguerci dalla massa, e riusciamo in modo unico a creare tattiche e strategie che in Europa non si utilizzano, ma che sicuramente sanno fare la differenza.

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