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Attualità

Caso di meningite ad Agropoli: “allarmismo ingiustificato, non diffondete la paura”

Allarme meningite, gli esperti: "Evitiamo inutili e ingiustificati allarmismi"

Redazione Infocilento
13/03/2019 10:00 AM
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AGROPOLI. Diffuso allarmismo in città dopo il caso di meningite segnalato ieri. Vittima un ragazzo di 15 anni ora ricoverato presso l’ospedale Cotugno di Napoli nel reparto malattie infettive (leggi qui). La paura, che si trasforma in vera e propria fobia, si diffonde soprattutto sui social dove mamme e papà vanno alla ricerca disperata di informazioni per conoscere nome e cognome del giovane e comprendere se i loro figli siano stati o meno in contatto con lui.

“Chi ha timori vada in ospedale”

“Chi ha paura e timori d’ogni sorta vada in ospedale e parli con un medico”, fanno sapere i sanitari. E in effetti qualcuno lo ha fatto. Due persone sono state trasportate al pronto soccorso con febbre alta ma è stata esclusa ogni ipotesi di meningite: si trattava solo di una banale influenza, un malanno di stagione. La profilassi è stata avviata immediatamente da parte dell’Asl: sanificati i locali della scuola che il giovane frequenta (il liceo classico) e sottoposti a cura antibiotica tutti colori che hanno avuto contatti stretti con lui.

Chi deve essere sottoposto a profilassi?

In particolare vengono definiti contatti stretti i conviventi, chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del paziente, le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti), i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

“Sui social non si strumentalizzi il problema”

“Posso testimoniare – dice un conoscente del ragazzo – che l’Asl ha attivato tutte le procedure per evitare contagi. L’ignoranza che circola sui social non strumentalizzi la vicenda rischiando di creare un diffuso e immotivato panico. Nessuno creda di essere più informato dei medici”. La paura, però, sembra già diffusa. Addirittura qualcuno lancia l’allarme immigrati: “Colpa loro se la meningite è arrivata ad Agropoli”.

Conosciamo meglio la meningite

1. Che cos’è la meningite?

La parola “meningite” significa “infiammazione” delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi). I microorganismi che possono causare questa infezione sono molti, sia di tipo batterico che virale.

La forma virale è quella più comune, solitamente non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di una decina di giorni; la forma batterica è più rara ma estremamente più seria e può avere conseguenze letali.

Gli agenti batterici sono diversi e il più temuto è il Neisseria meningitidis (detto meningococco), di cui esistono diversi ceppi; distinti con le lettere A, B, C, Y e W135.

Altri agenti batterici causa di meningite sono lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e l’Haemophilus influenzae tipo b.

2. In quali forme si presenta la meningite causata dai batteri?

– L’Haemophilus Influenzae era la causa più frequente di meningite nei bambini fino ad alcuni anni fa; da oltre cinque anni tutti i bambini sono vaccinati nel primo anno di vita e quindi sono protetti contro questo germe; 

– Lo pneumococco provoca frequentemente polmoniti, otiti e altre malattie delle vie respiratorie; in alcuni casi può causare anche meningiti, ma è poco contagioso e di solito non è indicata la profilassi con antibiotici alle persone che sono state a contatto con il malato;


– Il meningococco è ospite frequente delle alte vie respiratorie di soggetti asintomatici, i cosiddetti “portatori sani” (10% della popolazione, il 25% dei giovani adulti); tali soggetti possono essere sorgenti di infezione e quindi trasmettere il germe. Una piccola percentuale di queste persone sviluppa la meningite o la sepsi.
Nei casi fulminanti possono verificarsi coagulazione intravascolare disseminata, shock, coma.

3. Come si trasmette la meningite meningococcica?

La malattia si trasmette da persona a persona attraverso lo scambio di secrezioni respiratorie (colpi di tosse, baci, o scambio di stoviglie). Il meningococco non vive più di pochi minuti al di fuori dell’organismo, per cui la malattia non si diffonde così facilmente come il comune raffreddore o come l’influenza.

La principale fonte di contagio è rappresentata dai portatori, solo nello 0,5% dei casi, la malattia è trasmessa da persone affette da meningite.Per questo in caso di malattia va somministrata la profilassi solo ai “contatti” stretti, cioè a coloro che sono stati a contatto ravvicinato con il soggetto malato.

4. Quali sono i fattori di rischio?

– età: la maggiore incidenza di malattia si ha nei bambini di età inferiore a 5 anni; un secondo più piccolo picco si riscontra tra 15 e 25 anni;

– stagionalità: la malattia è più comune tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, anche se casi sporadici di malattia si verificano durante tutto l’anno;

– contatti: il rischio di contrarre la malattia meningoccoccica da una persona da 500 a 1000 volte più alto nei contatti stretti (conviventi e familiari) rispetto al rischio della popolazione generale;

– stili di vita: Il fumo attivo e il fumo passivo sono associati ad una aumentata incidenza di malattia.

Le condizioni di sovraffollamento probabilmente favoriscono la trasmissione dei meningococchi, aumentando il numero dei portatori e quindi il rischio di malattia.

La frequentazione di nightclub e l’uso di alcol, durante le epidemie, può aumentare il rischio di malattia attraverso il contatto ravvicinato con portatori potenziali.

– patologie: alcune immunodeficienze determinano un marcato aumento del rischio di malattia meningococcica

5. Qual è il periodo di incubazione della malattia?

Il periodo di incubazione varia tra 3 e 4 giorni, ma può prolungarsi fino a 10 giorni (tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria).

6. Quali sono i sintomi?

La malattia esordisce in genere bruscamente con febbre, cefalea (mal di testa) intensa, nausea, spesso vomito, rigidità nucale (difficoltà e dolore alla flessione della testa sul tronco), fastidio intenso alla luce (fotofobia).

Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre può esserci un pianto continuo, irritabilità e sonnolenza al di sopra della norma, e scarso appetito.

7. Come si fa diagnosi di meningite?

L’esame cardine della diagnostica è l’analisi del liquido spinale, con analisi citochimica e colturale.

8. Come si cura?

Il trattamento deve essere tempestivo. La meningite batterica si tratta con antibiotici; la cura è più efficace se il ceppo causa dell’infezione viene caratterizzato e identificato e l’antibiotico mirato.

9. Qual è il rischio reale di contrarre la malattia?

In Italia nel quinquennio 2011 – 2015 si verificano ogni anno mediamente circa 160 casi di Meningite Meningococcica.

Nello stesso periodo nella Regione Veneto ogni anno si verificano circa 15 casi di Meningite meningococcica con un’incidenza maggiore nei mesi invernali. Il meningococco B è il sierogruppo attualmente prevalente (circa 10 casi/anno). L’introduzione da tempo della vaccinazione contro il meningococco C, che ha interessato in modo diffuso sia l’età infantile che adolescenziale che giovane adulta, ha determinato una rapida diminuzione e pressochè eliminazione dei casi di malattia provocata da questo specifico sierogruppo in queste fasce di età (un tempo il maggior responsabile insieme al meningococco B delle forme meningococciche).

La malattia meningococcica presenta una maggiore frequenza nelle età neonatali e della primissima infanzia e nell’età adolescenziale; i calendari vaccinale perseguono appunto la strategia di proteggere queste età più vulnerabili.

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