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Cronaca

Fiume Calore in agonia, rischio danni ambientali. Esposto del Codacons

Il fiume Calore è in secca e c'è il rischio di gravi danni ambientali. Ecco l'allarme lanciato dal Codacons.

Di:
Redazione Infocilento
Pubblicato il: 11/09/2015
Aggiornato il: 11/09/2015
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Il fiume Calore è in secca e c’è il rischio di gravi danni ambientali. Ecco l’allarme lanciato dal Codacons.

LAURINO. Rischio di gravi danni ambientali a causa della secca del fiume Calore, fin dalla sorgente. A lanciare l’allarme è il Codacons.

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Il fiume Calore, ricadente in zona A (tutela integrale) del Parco Nazionale del Cilento, rientra in area Sic (sito di interesse comunitario), in ZPS ( Zona a Protezione Speciale), in Area Natura 2000, è patrimonio Unesco, Geosito d’Europa, Riserva di biosfera. “Non bastano – spiegano da Codacons Campania – questi riconoscimenti per garantire una protezione effettiva di un corso d’acqua che per la sua biodiversità impreziosisce, sul piano naturalistico, i luoghi della Valle del Calore ed è da tempo fonte di attrattiva turistica per l’intero comprensorio. La captazione delle acque sorgive del fiume va oltre quanto consentito dalla legge, il deflusso minimo vitale non è rispettato e per cinque mesi all’anno il fiume è totalmente in secca”.

Per Pierluigi Morena del’associazione dei consumatori, “Il Calore, nel tratto ricadente nel comune di Piaggine, è passato ad essere un fiume temporaneo. Il corso è in agonia, vi sono danni gravissimi alla fauna, alla flora, alla biodiversità, inoltre la secca nel tratto di Piaggine sta cancellando l’identità stessa del comune cilentano”. Alla luce di questi problemi il Codacons ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per segnalare la violazione delle disposizioni di legge che fissano il criterio del deflusso minimo e delle norme di attuazione del Piano del Parco.

“Nei prossimi giorni – annuncia il presidente del Codacons Enrico Marchetti – avvieremo una campagna per sensibilizzare anche l’ente Parco e le altre istituzioni interessate, non possiamo lasciare che un fiume che segna la storia delle comuni della Valle si spenga per l’insipienza degli uomini”.

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