L’intuizione di Uncem convince Slow Food a Terra Madre. Il nuovo Presidio della castanicoltura, la protezione dei prati-pascolo, le foreste gestite e certificate, le esperienze agricole significative del Cilento, la valorizzazione dei formaggi a latte crudo e la vita nei territori montani sono stati al centro dei numerosi momenti di confronto del presidente nazionale di Uncem, Marco Bussone, e del vicepresidente nazionale, Vincenzo Luciano.
Il Presidio nazionale della castanicoltura tradizionale
Uncem si è fatta promotrice di una vera innovazione: il Presidio nazionale della castanicoltura tradizionale. Il castagno, per secoli «albero del pane» delle comunità montane, protegge il suolo e contribuisce alla tenuta dei versanti esposti a frane e smottamenti. Il progetto vuole recuperare castagneti, varietà locali, tecniche d’innesto ed essiccatoi in pietra, contrastando la trasformazione della castanicoltura in coltura intensiva di pianura.
Uncem continua inoltre a sollecitare con forza il Ministero dell’Agricoltura (Masaf) affinché adotti e finanzi concretamente un Piano nazionale sulla castanicoltura, ritenuto essenziale per sostenere le comunità locali, le imprese e la gestione attiva dei boschi.
I numeri della Campania
Un lavoro importante, quello condotto da Uncem negli ultimi anni, proprio in Campania, dove si contano almeno 15mila ettari di castagneto, pari al 41% dei castagneti del Paese. La regione è prima per produzione, con il 61% del totale nazionale, ovvero 8mila tonnellate annue, per un fatturato di 100 milioni di euro e 6.577 aziende.
Dalle IGP una nuova visione per i comuni montani
Il punto di partenza di una nuova visione, che mette al centro il Presidio della castanicoltura, è l’Igp europea del marrone di Roccadaspide, dell’areale degli Alburni, del Calore salernitano e del Cilento (da Sicignano degli Alburni a Corleto Monforte, da Stio a Cuccaro Vetere, fino a Tramonti). A queste si aggiungono le Igp di Montella, Serino, Bagnoli Irpino, Nusco, Roccamonfina e del Taburno.
Si tratta di una prospettiva nuova per i comuni montani interessati che, insieme alle comunità montane e con l’instancabile lavoro di Uncem Campania e nazionale, stimola i produttori a fare rete, partendo dalla valorizzazione del frutto, del legno e dei servizi ecosistemici ambientali.
Show cooking e rilancio a Roccadaspide
È stata una settimana intensa, fitta di contatti, incontri, impegni e lanci programmatici tra Slow Food Italia e Uncem nazionale e regionale.
«A Terra Madre, a Torino, Uncem, la Regione Campania e Slow Food hanno ribadito l’importanza di una visione nuova: non solo il castagno e i suoi frutti, ma la loro trasformazione come valore aggiunto per il sistema economico locale. Importanti laboratori internazionali di show cooking, con una chef campana, hanno mostrato come il marrone, abbinato ad altri presìdi e a nuove idee in pasticceria, possa rappresentare una nuova prospettiva di crescita del settore. Il nuovo Presidio nazionale Slow Food della castanicoltura tradizionale è una grande opportunità anche per la Campania: a fine mese sarà rilanciato con una nuova iniziativa a Roccadaspide», ha commentato il vicepresidente nazionale di Uncem, Vincenzo Luciano.
