L’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno, Ente Universitario affiliato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, ha ufficialmente aperto le iscrizioni per l’Anno Accademico 2026/2027. L’istituzione rappresenta un polo accademico di riferimento per l’Italia Meridionale, offrendo corsi di Laurea Triennale e Magistrale rivolti sia ai religiosi sia ai laici di ogni età.
Il percorso accademico coniuga rigore scientifico e ricerca spirituale, fornendo al contempo le qualifiche necessarie per l’inserimento professionale nel mondo della scuola come docenti di Religione Cattolica (IRC).
Scadenze, calendario accademico e sbocchi professionali
Le attività didattiche del nuovo anno accademico prenderanno il via il 28 settembre 2026. I candidati interessati ai corsi di Laurea Triennale e Magistrale avranno tempo fino al 16 ottobre 2026 per formalizzare la presentazione delle domande d’iscrizione, che dovrà avvenire direttamente presso la sede dell’Istituto situata in via Bastioni a Salerno.
Oltre al valore culturale e personale, l’offerta formativa dell’ISSR garantisce uno sbocco lavorativo concreto. Il conseguimento dei titoli di laurea rilasciati dall’ente abilita infatti all’insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale.
Riflessione umanistica e senso della vita: le parole del Direttore
La proposta didattica dell’Istituto si sviluppa attorno all’interdisciplinarietà tra Teologia, Filosofia e Scienze Umane, ponendosi come spazio di analisi critica della contemporaneità.
come evidenziato dal Direttore dell’Istituto, Don Nello Senatore:
«Nel centro del cuore di Salerno esiste un istituto che offre la possibilità di riflettere sul senso della vita, attraverso la Teologia, la Filosofia e le Scienze Umane. Un’università per preti, suore, sacerdoti, religiosi e laici, con percorsi di laurea triennale e magistrale. Per poter comprendere meglio il senso di Dio, che spesso viene sbiadito da un tradizionalismo che non fa bene a nessuno, e per indagare il valore profondo della vita che oggi diventa essenziale».
Il percorso formativo intende rispondere anche alle dinamiche sociali del presente, promuovendo una riscoperta della dimensione interiore personale e superando le derive individualistiche della società moderna:
«Ritornare alla spiritualità, in particolare per i giovani, significa ritrovare il sé, il proprio Io. Molte volte assistiamo ad un’esondazione dell’Io che si trasforma in narcisismo, ma in origine l’Io rappresenta la dignità della persona. Corriamo il rischio di smarrimento, per questo oggi abbiamo bisogno di ritrovare il senso della vita. Abbiamo perso la meta ma anche l’origine: per questo diventa essenziale approfondire e ricercare».
L’abilitazione all’insegnamento e il valore della ricerca
Il titolo rilasciato dall’ISSR “San Matteo” coniuga la preparazione teoretica con l’abilitazione all’esercizio della professione docente. Il completamento del ciclo di studi costituisce infatti il requisito formale previsto dall’ordinamento per l’accesso alle graduatorie e ai concorsi per l’insegnamento scolastico.
In merito alla funzione della formazione umanistica e al suo impatto sul futuro dei discenti, Don Nello Senatore ha precisato:
«L’Istituto Superiore di Scienze Religiose offre anche la possibilità di un futuro inserimento nel mondo della scuola. La laurea triennale e magistrale conseguita al termine del percorso abilita all’insegnamento della religione cattolica. Il senso della vita è il desiderio più intimo dell’uomo — e forse, ancora oggi, il più disatteso. Già Agostino lo scriveva nelle sue Confessioni: “Ci hai fatti per te, o Signore, e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te”. Quell’inquietudine, quella ricerca, attraversa i secoli e interroga ancora ciascuno di noi. Non diversamente, Viktor Frankl — sopravvissuto ai campi di sterminio — ha insegnato che l’uomo non cerca il piacere, ma un senso: è questa ricerca, prima ancora delle risposte, a tenerci in vita. Un percorso di studi umanistico, filosofico e teologico può essere un tentativo serio di risposta a questa domanda, specialmente in un momento storico come questo, segnato da incertezza e da un bisogno diffuso — spesso inconsapevole — di significato. Informarsi è il primo passo».
