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Straordinaria scoperta a Caselle in Pittari: riaffiorano i culti dell’Italia preromana

Rinvenute nuove iscrizioni nel santuario lucano di Caselle in Pittari. L'Università di Salerno svela scoperte inedite sulla religiosità italica.

Di:
Antonio Pagano
Pubblicato il: 29/09/2026
Aggiornato il: 29/09/2026
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Straordinaria scoperta a Caselle in Pittari: riaffiorano i culti dell’Italia preromana

Una campagna di scavo condotta nell’entroterra del Golfo di Policastro sta aprendo scenari del tutto inediti sulla storia e sulla religiosità antica dell’Italia meridionale. Questa mattina, presso la Sala Stampa “B. Agnes” del Campus di Fisciano, l’Università degli Studi di Salerno e la Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino hanno presentato i risultati dei recenti rinvenimenti archeologici effettuati nel santuario dell’antico abitato lucano di Caselle in Pittari.

Le indagini sul campo, svolte su concessione del Ministero della Cultura dall’équipe del Laboratorio di Archeologia Classica “Mario Napoli”, hanno restituito un cospicuo corpus di iscrizioni che permette di decifrare con precisione inedita la ritualità e la visione del sacro delle popolazioni italiche.

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Un corpus di iscrizioni unico: otto divinità e nuovi orizzonti di ricerca

Il valore scientifico del ritrovamento risiede principalmente nella contestualizzazione stratigrafica di testi epigrafici riconducibili alla lingua e alla cultura italica. All’interno degli spazi sacri del santuario, articolati per precise funzioni rituali, gli archeologi hanno individuato riferimenti espliciti a otto divinità, tra cui Cerere e le Ninfe della pioggia e della sorgente. Fino ad oggi, la conoscenza di questo pantheon era legata quasi esclusivamente al celebre testo bronzetto della Tavola di Agnone della fine dell’Ottocento.

Sull’impatto scientifico dei dati emersi si è espressa la professoressa Antonia Serritella, del team di ricerca dell’Ateneo salernitano:

“Una campagna di scavo molto importante. Il rinvenimento di alcune iscrizioni all’interno del santuario, con degli spazi molto ben definiti legati anche agli aspetti della ritualità, ci restituiscono una nuova luce sul passato. La lingua delle iscrizioni si riferisce al mondo italico. Le divinità che ritroviamo sono otto, da Cerere alle Ninfe della pioggia e della sorgente. Fino a questo momento i nomi di queste divinità si 모르vano solo attraverso la Tavola di Agnone di fine Ottocento. Averle trovate a Caselle, in un contesto in cui riusciamo a datarle e contestualizzarle in modo circoscritto, apre davvero un nuovo orizzonte di ricerca sulla complessità del mondo italico”.

Dello stesso avviso la dottoressa Teresa Elena Cinquantaquattro (Dirigente Servizio II – Scavi e tutela del patrimonio archeologico del MiC):

“É uno scavo che nasce attraverso una concessione che il Ministero ha rilasciato all’Università per la ricerca archeologica in questo sito, che davvero ha dato delle novità importanti dal punto di vista della storia dell’urbanistica, della cultura materiale, dell’epigrafia e delle religioni. Il corpus enorme di iscrizioni getta una luce sulla ritualità del mondo italico e sulla religione antica”.

Il valore del network istituzionale e la valorizzazione del Cilento interno

La presentazione ha visto la partecipazione dei vertici accademici e territoriali, tra cui il Rettore dell’Ateneo salernitano Virgilio D’Antonio, il Direttore del DiSPaC Armando Bisogno, il Sindaco di Caselle in Pittari Giampiero Nuzzo e il Direttore Generale della BCC Magna Grecia Salvatore Angione. Tutti gli interventi hanno rimarcato come il modello di collaborazione tra università, organi di tutela e amministrazioni locali rappresenti la chiave per la riscoperta dei piccoli centri delle aree interne.

Il Rettore Virgilio D’Antonio ha espresso l’orgoglio dell’Ateneo per il traguardo raggiunto:

“È un progetto cui come Ateneo siamo particolarmente legati. Quello a Caselle in Pittari è uno degli scavi simbolo della nostra scuola archeologica. Oggi presentiamo una scoperta importante che riscrive in parte quelli che sono i culti italici preromani. Ne siamo particolarmente orgogliosi”.

La Soprintendente ABAP per Salerno e Avellino, Anna Onesti, ha poi tracciato il quadro prospettico sul futuro del sito:

“Le nuove scoperte archeologiche nell’abitato di Caselle in Pittari aprono prospettive inedite sulla religiosità dell’Italia preromana. Questo straordinario risultato nasce dalla storica sinergia tra la Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino e l’Università degli Studi di Salerno. Un traguardo eccezionale che affonda le radici nella lungimiranza di chi, nei decenni passati, ha saputo credere nel potenziale archeologico di questo territorio, a partire dalla Soprintendente Giuliana Tocco e dalla dott.ssa Antonella Fiammenghi, che ricordiamo con affetto. Oggi raccogliamo i frutti di quegli investimenti strategici del Ministero della Cultura, dimostrando come una storia così importante e significativa possa emergere anche da un piccolo centro delle nostre aree interne. Questo patrimonio rappresenta una leva fondamentale per il rilancio culturale ed economico di Caselle in Pittari e del nostro meraviglioso territorio”.

Alla fase tecnica e di esposizione dei reperti hanno preso parte anche la funzionaria archeologa Elena Russo e i ricercatori dell’Ateneo Maria Luigia Rizzo e Michele Scafuro, a conferma di un lavoro di ricerca accademico e sul campo destinato a segnare i futuri studi sulla storia dell’Italia preromana.

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