L’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania ha ufficializzato la lista dei dirigenti scolastici reggenti per l’anno 2025/2026. Questo provvedimento interessa le scuole cosiddette “acefale”, ossia prive di un dirigente titolare. I presidi nominati dovranno, di conseguenza, gestire più istituti contemporaneamente, spesso ubicati a notevole distanza l’uno dall’altro.
La situazione nelle scuole salernitane
Nel solo Salernitano, sono quindici le scuole coinvolte in questo assetto provvisorio. Tra queste, l’Istituto Comprensivo Capaccio Paestum sarà guidato da Vincenzo Fauceglia, mentre l’Istituto Comprensivo “T. Gaza” di San Giovanni a Piro è stato affidato a Corrado Limongi. L’Istituto Comprensivo Castel San Lorenzo vedrà come reggente Maria Rosaria Cascio, e l’Istituto Comprensivo “G. Sasso” di Amalfi sarà gestito da Franca Masi. A capo dell’Istituto Comprensivo “Parmenide” di Ascea è stato nominato Antonio Iannuzzelli. L’Istituto Comprensivo Da Vinci-Visconti di Omignano è affidato a Daniela Ruffolo, l’Istituto Omnicomprensivo Padula a Paola Migaldi, e l’Istituto Comprensivo “Alighieri” di Sapri a Maria Teresa Tancredi. L’Istituto Comprensivo Teggiano sarà diretto da Maria D’Alessio, mentre l’Istituto Comprensivo Camera Viscigliete di Sala Consilina da Antonella Vairo. L’Istituto Comprensivo “S. D. Savio” di Sicignano degli Alburni a Dorotea Odato, l’Istituto Comprensivo Campagna Capoluogo a Ada Serafini, l’Istituto Comprensivo “Vallo Lucania Novi Velia” di Vallo della Lucania a Francesco Massanova e l’Istituto Comprensivo “A. Moro” di Vallo della Lucania a Nicola Iavarone. Infine, l’Istituto Superiore “Assteas” di Buccino sarà diretto da Anna Rita Carrafiello.
Polemiche e timori per la qualità didattica
La decisione, pur garantendo la continuità amministrativa, ha sollevato il solit dibattito acceso sulla gestione del sistema scolastico in Campania. L’istituto della reggenza è oggetto di forti critiche, soprattutto in relazione al suo impatto sulla qualità dell’insegnamento: l’assenza di una guida stabile, soprattutto nelle aree più marginali, può rivelarsi un limite per gli istituti.