Non basta l’annuncio di un piano economico da oltre un miliardo di euro a spegnere la mobilitazione del settore merci nel Mezzogiorno. Sebbene le trattative condotte a Milano abbiano portato alla revoca dello stop dei mezzi pesanti in Sicilia, la Campania rimane il fulcro del dissenso, con presidi permanenti che rischiano di compromettere la rete di distribuzione alimentare.
Le rappresentanze territoriali degli autonomi hanno confermato che le mobilitazioni proseguiranno fino al prossimo appuntamento con le istituzioni, mantenendo alta la pressione sulle arterie stradali della regione e lasciando incompiuta la ripartenza della filiera logistica meridionale.
Presidi e disagi tra i caselli e gli interporti campani
La mappa dei blocchi stradali evidenzia una situazione particolarmente complessa attorno ai principali nodi strategici della regione. I camionisti mantengono presidi fissi nei pressi del casello autostradale di Nola sulla A30 Caserta-Salerno e lungo la A1 Milano-Napoli, presidiando gli accessi operativi dell’Interporto di Nola e del polo logistico di Maddaloni-Marcianise.
Questa interruzione della catena logistica sta generando evidenti conseguenze sull’approvvigionamento dei beni di consumo. Le piattaforme della grande distribuzione incontrano crescenti difficoltà nella consegna delle merci. Negli scaffali dei supermercati e dei punti vendita di prossimità cominciano a scarseggiare i prodotti a più rapida deperibilità, in particolare frutta, verdura fresca e alimenti imbustati.
Le risorse del Mit e il calendario delle erogazioni
La vertenza ha visto un passaggio chiave durante il doppio vertice tenutosi a Milano, in cui il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha incontrato prima le associazioni di categoria e successivamente le delegazioni dei lavoratori autonomi. L’esecutivo ha messo sul piatto un impegno finanziario immediato che sale da 430 a 480 milioni di euro, destinato a coprire le domande arretrate presentate dalle imprese fino ad agosto.
“Sbloccare un miliardo abbondante di risorse, che per motivi burocratici erano e sono ancora bloccati, e cercare altri 100-150 milioni di risorse aggiuntive, sono una prima risposta”, sottolinea il ministro Matteo Salvini, precisando che l’avvio delle prime liquidazioni è previsto fin da subito. In vista della gestione complessiva della crisi, il ministro ha convocato un nuovo tavolo istituzionale a Roma: “dove faremo la fase 2 e verificheremo l’avvio dei pagamenti su cui ci siamo impegnati oggi”.
Il viceministro Edoardo Rixi ha dettagliato il pacchetto di misure approvato:
- Contributi diretti: copertura finanziaria estesa a 480 milioni per le istanze presentate entro agosto, con successiva allocazione di fondi per le mensilità di settembre e ottobre.
- Credito d’imposta: programmazione dello strumento fiscale entro il 2027.
- Mitigazione costi Ets: oltre 150 milioni di euro destinati ad azzerare gli aumenti dei noli marittimi e sostenere il settore.
- Rinnovo flotte: sblocco effettivo di 590 milioni di euro per l’acquisto di mezzi di ultima generazione.
L’Italia divisa tra revoche e prosecuzione dei fermi
Mentre le sigle nazionali di settore — tra cui Unatras, Fai, Anita, Confartigianato Trasporti, Assotir, Fiap, Cna Fita, Sna Casartigiani, Fedit, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi — hanno giudicato condivisibili gli intenti del governo garantendo un’azione di monitoraggio sull’attuazione dei decreti, le risposte sul territorio nazionale rimangono frammentate.
Se in Sicilia il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha ritirato le proteste per favorire il dialogo istituzionale, in Puglia si procede a una revoca solo parziale, accompagnata dagli allarmi lanciati da Coldiretti circa i rischi di blocco delle attività agricole. In Calabria la sigla Fedralog ha espresso aperta insoddisfazione, ritenendo che lo sblocco riguardi risorse del 2025 già stanziate da mesi. Per Campania e Calabria l’esito della mobilitazione resta dunque legato agli sviluppi del confronto ministeriale programmato per il 27 ottobre.
