In seguito alle recenti comunicazioni della FP CGIL Salerno relative allo stato di agitazione dei lavoratori del cantiere di San Mauro Cilento, la società GF Scavi S.r.l. è intervenuta ufficialmente per fare chiarezza sulla situazione finanziaria e gestionale del servizio di igiene urbana. L’impresa, attraverso il proprio legale rappresentante pro tempore, ha voluto specificare le ragioni alla base dei ritardi nei pagamenti, sottolineando la volontà di tutelare la propria immagine aziendale e di garantire la prosecuzione del servizio pubblico.
La dirigenza ha espresso innanzitutto pieno apprezzamento per l’impegno quotidiano dimostrato dal personale operativo sul campo. Tuttavia, la società ha evidenziato come le attuali difficoltà di cassa non siano imputabili a carenze organizzative o a condotte omissive interne, bensì a criticità procedurali e contrattuali legate ai rapporti con l’amministrazione comunale.
Le contestazioni sul contratto d’appalto e il mancato addebitamento ISTAT
Il punto centrale illustrato dalla GF Scavi S.r.l. riguarda la gestione della convenzione stipulata nel 2019. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, la Stazione Appaltante del Comune di San Mauro Cilento non avrebbe mai applicato i meccanismi di revisione e adeguamento del canone alle variazioni dell’indice ISTAT FOI per l’intero quinquennio di attività.
L’impresa sostiene che tale inerzia violi le disposizioni dell’art. 106 del D.Lgs. 50/2016 e i principi che regolano l’equilibrio economico-finanziario nei contratti della Pubblica Amministrazione. «Fin dall’avvio delle prestazioni negoziali nel 2019 e per l’intero quinquennio successivo, la Stazione Appaltante non ha mai provveduto ad operare il doveroso e periodico riallineamento del corrispettivo contrattuale ai tassi di inflazione reali ed all’andamento degli indici ufficiali dei prezzi al consumo», fa sapere la società.
Aumento dei costi e continuità del servizio pubblico
L’assenza di aggiornamenti sul canone, rimasto bloccato ai valori del 2019, si è scontrata negli ultimi anni con un sensibile incremento delle spese di gestione sostenute dall’operatore privato. L’azienda ha segnalato in particolare tre fattori critici:
- L’aumento eccezionale dei costi dei carburanti e dei vettori energetici.
- I rincari delle tariffe d’accesso agli impianti di conferimento e smaltimento dei rifiuti.
- Gli oneri derivanti dai rinnovi del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di categoria.
Nonostante il quadro economico sfavorevole, l’azienda ha confermato di aver impiegato risorse proprie per non interrompere la raccolta dei rifiuti sul territorio comunitarie. «Nonostante l’insorgenza di una palese ed insostenibile eccessiva onerosità sopravvenuta, la scrivente ha finora garantito la continuità e la regolarità delle prestazioni con risorse proprie, al fine precipuo di non interrompere l’espletamento di un Servizio Pubblico Essenziale. Tale sforzo finanziario, tuttavia, ha inevitabilmente generato la temporanea tensione di liquidità oggi oggetto di contestazione», conclude la nota della GF Scavi S.r.l.
