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Salerno, Piano Spiagge (PAD) sotto accusa: i 5 punti critici sollevati da Mare Libero

Spiagge libere calcolate su progetti futuri e aree inaccessibili: l'affondo di Mare Libero sul nuovo PAD del Comune e le richieste per salvare il litorale pubblico e le spiagge di Pastena

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 17/06/2026
Aggiornato il: 17/06/2026
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Spiaggia Salerno

In occasione dell’incontro pubblico sul Piano di Allocazione Demaniale (PAD) del Comune di Salerno, adottato con Delibera del Commissario Straordinario n. 41 del 31 marzo 2026, Mare Libero APS ha presentato un intervento articolato in cinque punti critici, avanzando richieste precise all’amministrazione.

Partecipazione invertita: prima si adotta, poi si ascolta

L’articolo 8 del PUAD regionale prevede che la partecipazione dei cittadini accompagni le fasi precedenti l’adozione del Piano. Il Comune di Salerno ha invece adottato il PAD a marzo, rinviando la partecipazione a una fase successiva senza termini né modalità definite. Mare Libero ha già contestato formalmente questa inversione con una diffida protocollata il 21 maggio 2026.

L’associazione chiede inoltre l’attivazione della co-programmazione prevista dall’articolo 55 del Codice del Terzo Settore, che la Corte Costituzionale (sentenza 131/2020) ha qualificato come obbligo, non facoltà, quando si tratta di gestire beni collettivi come il demanio marittimo.

I numeri della spiaggia libera non tornano

Il Piano dichiara 99.541 metri quadri di spiaggia libera. Ma quel dato, secondo Mare Libero, è costruito su ipotesi di progetto e non sulla realtà attuale.

Un calcolo elementare lo dimostra: dividendo quella superficie per i 2.167 metri di fronte mare si ottiene una profondità media di quasi 46 metri — mentre le spiagge in concessione sullo stesso litorale hanno una profondità media di 29,5 metri. Non esiste una ragione fisica per cui la spiaggia libera dovrebbe essere una volta e mezza più profonda di quella attrezzata.

Il dato risulta gonfiato per due ragioni:

  • Aree non balneabili: Nel conteggio sono incluse aree non balneabili, come le foci dei fiumi e la foce dell’Irno.
  • Dimensioni di progetto: Si computano dimensioni di progetto derivanti da ripascimenti non ancora realizzati e senza certezza sui tempi.

Emblematico il caso dell’area ZD019, al confine con Pontecagnano: classificata come spiaggia libera, è in realtà inaccessibile (chiusa da una cortina di rocce), profonda appena 4-5 metri e ridotta a sola battigia.

Mare Libero chiede che il calcolo sia rifatto sulle sole aree effettivamente balneabili e raggiungibili, con dati precisi per ogni tratto e dimensioni reali.

3. Pastena: il porticciolo cancellerebbe le spiagge pubbliche

Il progetto del cosiddetto “porticciolo” nell’area di Pastena eliminerebbe le spiagge libere ZD010 e ZD011, aggiungerebbe nuove zone di divieto di balneazione e interferirebbe con la concessione del Lido Caravella. Mare Libero si schiera al fianco del Comitato Salviamo il Porticciolo e di Italia Nostra, chiedendo che il Piano non dia per acquisita un’opera che sottrae spiaggia pubblica.

Concessioni: manca il quadro europeo

Il PAD disciplina le concessioni senza richiamare la direttiva europea 2006/123 (Bolkestein), senza prevedere l’obbligo di gara alla scadenza e senza una clausola di disapplicazione delle proroghe automatiche — proroghe che, come confermato dal TAR Salerno (sentenza 122/2025) e dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sentenze 17 e 18/2021), sono contrarie al diritto europeo.

Le richieste finali di Mare Libero al Comune di Salerno

  • Partecipazione e Co-programmazione: Attivazione della co-programmazione con il Terzo Settore e della partecipazione preventiva prima dell’approvazione definitiva.
  • Ricalcolo dei dati: Ricalcolo della spiaggia libera su aree balneabili e raggiungibili, con dati reali e verificabili tratto per tratto.
  • Via Ligea: Mantenimento a uso libero della spiaggia di Via Ligea.
  • Tutela a Pastena: Tutela delle spiagge libere di Pastena dal progetto del porticciolo.
  • Adeguamento UE: Inserimento del quadro europeo sulle concessioni, con disapplicazione delle proroghe e obbligo di gara.
  • Gestione trasparente: Spiagge libere attrezzate devono essere possibilmente direttamente dall’ente, così da garantire una gestione trasparente del bene demaniale, garantendo anche un indotto lavorativo territoriale.

«Restiamo a disposizione del Comune per collaborare alla stesura definitiva del Piano», conclude l’associazione.

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