Rischia di aprirsi una nuova falla nell’organico dell’ASL Salerno, dove decine di professionisti sanitari assunti con contratti libero-professionali (partita Iva) ai sensi dell’articolo 15-octies del D.Lgs. 502/1992 si trovano con il futuro lavorativo in forte dubbio. Dopo quasi tre anni di servizio garantito all’interno delle strutture sanitarie della provincia, questi lavoratori sono stati espressamente esclusi dall’avviso aziendale di ricognizione riservato al personale a tempo determinato reclutato tramite concorso ordinario. La misura, concepita dall’azienda sanitaria con finalità ricognitive e non come procedura di stabilizzazione diretta, lascia tuttavia un vuoto sulle concrete prospettive di proseguimento o stabilizzazione per chi ha operato su progetti e finanziamenti vincolati.
Per accendere i riflettori su una situazione di strutturale precarietà che interessa direttamente la continuità dell’assistenza sul territorio, la FP CGIL ha promosso una petizione che ha superato le 700 firme e ha indetto un presidio di protesta per lunedì 19 ottobre in via Nizza, davanti alla sede centrale dell’ASL Salerno.
Le ragioni della protesta e la posizione del sindacato
La decisione dell’Azienda Sanitaria Locale ha generato un clima di profonda amarezza tra i professionisti ed espresso vive preoccupazioni da parte dei rappresentanti dei lavoratori. La FP CGIL sollecita risposte rapide, tempistiche definite e il rinnovo delle linee progettuali in scadenza per tutelare competenze professionali ormai fondamentali per il funzionamento dei reparti e dei servizi territoriali.
Sul tema è intervenuto il Segretario Generale della FP CGIL Salerno, Antonio Capezzuto, che ha posto l’accento sulla necessità di fermare il ricorso sistematico al lavoro precario e di fare chiarezza procedurale:
«Non possiamo accettare che professionisti che per anni hanno garantito assistenza e servizi essenziali diventino invisibili proprio quando si tratta di riconoscere il loro lavoro. Chiediamo risposte precise, tempi certi e percorsi concreti per superare il precariato».
L’appello alle istituzioni regionali e il nodo normativo
L’iniziativa sindacale mira a sollecitare un intervento diretto anche da parte della Regione Campania. La richiesta rivolta alle istituzioni regionali è quella di attivare strumenti di vigilanza e impulso affinché si valutino tutte le soluzioni idonee a valorizzare l’esperienza maturata sul campo.
«La mobilitazione deve servire a far sentire la voce di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti. Non chiediamo scorciatoie, ma che vengano individuate tutte le soluzioni consentite dalla normativa e che nessuno venga lasciato senza una risposta».
Sebbene il quadro normativo nazionale individui criteri di stabilizzazione prioritariamente per il personale con contratto a tempo determinato, il sindacato sostiene la necessità di verificare caso per caso l’applicabilità delle tutele per i titolari di incarichi libero-professionali ex art. 15-octies. Il mancato rinnovo o l’assenza di percorsi alternativi rischierebbe di privare l’ASL Salerno di risorse già integrate nei processi assistenziali quotidiani, con impatti diretti sull’organizzazione e sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini.
