Il Tar Campania, sezione staccata di Salerno, ha accolto il ricorso presentato dalla CULP Flavio Gioia, annullando il provvedimento con cui l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale aveva negato l’erogazione dei contributi previsti dall’articolo 199 del decreto legge numero 34 del 2020. La sentenza sblocca una situazione complessa a sostegno delle maestranze portuali e interviene a pochi giorni dalla mobilitazione proclamata per metà mese.
La decisione dei giudici amministrativi
La sentenza numero 01657 del 2026 evidenzia come l’operato dell’ente portuale sia avvenuto in violazione delle garanzie procedimentali e del principio di trasparenza. Secondo quanto ricostruito, il diniego delle risorse economiche, considerate fondamentali per la tutela e la tenuta occupazionale dei lavoratori dello scalo, non aveva validi fondamenti normativi.
La pronuncia giudiziaria smonta le motivazioni basate su presunti vincoli di bilancio, evidenziando una gestione amministrativa che ha sollevato forti polemiche sindacali sulle priorità di investimento nel porto salernitano.
La reazione dei sindacati e lo sciopero confermato
CGIL di Salerno e FILT CGIL di Salerno hanno accolto la notizia con grande soddisfazione, ribadendo tuttavia la necessità di mantenere alta la guardia. Le organizzazioni sindacali denunciano quella che definiscono una politica dei due pesi e due misure da parte dell’AdSP, accusata di aver negato fondi essenziali ai lavoratori mentre si reperivano risorse per altre realtà imprenditoriali.
La sentenza del tribunale amministrativo regionale rafforza le ragioni dello sciopero del lavoro portuale già proclamato per il 15 e il 16 ottobre. La protesta nasce per denunciare la marginalizzazione strategica del porto di Salerno e per chiedere all’Autorità di Sistema Portuale di dare immediata esecuzione alla sentenza, riesaminando le istanze e stanziando le somme dovute.
