I sindaci hanno confermato la piena volontà di sostenere la riapertura e il potenziamento della struttura, definendola una battaglia portata avanti da anni con determinazione e senso di responsabilità. Secondo gli amministratori locali, il diritto alla salute della popolazione non può essere subordinato a logiche estranee all’interesse pubblico.
Per tale motivo, i rappresentanti istituzionali respingono le accuse che li descrivono come un ostacolo al percorso di rilancio o come responsabili delle attuali criticità sanitarie, definendo tali insinuazioni ingiuste e infondate.
La scelta della via istituzionale e le nuove proposte
La mancata adesione all’esposto contro l’Asl Salerno viene motivata non come un disimpegno, ma come una precisa scelta di responsabilità istituzionale. L’obiettivo dei sindaci resta quello di ottenere risultati concreti attraverso canali amministrativi e politici.
La pressione sui tavoli competenti proseguirà per adeguare l’assistenza sanitaria sia ai residenti sia ai flussi turistici che caratterizzano l’area cilentana. Tra le soluzioni strategiche al vaglio emerge la proposta di istituire l’Azienda Ospedaliera del Parco, affiancata da una convenzione con la facoltà di Medicina dell’Università di Salerno per l’inserimento dei tirocinanti nei presidi locali.
L’appello all’unità per la tutela della salute
I rappresentanti del territorio sottolineano che la gestione di questa problematica richiede coesione, escludendo l’utilità di polemiche e contrapposizioni. I sindaci del Distretto Sanitario 70 hanno ribadito l’intenzione di muoversi in modo sinergico per superare i ritardi accumulati.
“Su una questione così importante non servono divisioni, polemiche o contrapposizioni. Serve unità. Serve responsabilità. Serve un confronto serio con le istituzioni competenti per raggiungere l’obiettivo che tutti condividiamo: garantire ai cittadini un ospedale efficiente, operativo e all’altezza delle esigenze del territorio.”
Il documento programmatico si chiude confermando che la tutela della salute dei cittadini rimane l’unica priorità condivisa, sulla quale non esistono divisioni politiche.
