Ospedale di Agropoli, De Luca bacchettato dal sindacato

L’ospedale di Agropoli non chiuderà, ma ogni scelta futura resta in capo al ministero della Salute. Così in sintesi il governatore Vincenzo De Luca, intervistato da InfoCilento. Le sue parole non hanno lasciato indifferenti i sindacati. È la Nursind ad alzare i toni tramite il segretario locale Biagio Tomasco.

Ospedale di Agropoli, parola ai sindacati

Vero è che l’ospedale di Agropoli fu riaperto dall’attuale amministrazione della Regione Campania con il vigente Piano Ospedaliero ma è pur anche vero che allo stesso non veniva data la dignità che un presidio ospedaliero dovesse avere in quanto veniva programmata la sola dotazione di 20 posti letto di medicina generale, che di certo non risolvevano, e non risolvono, le criticità assistenziali di quel territorio“, fa sapere il sindacalista.

E non solo: “vorremmo capire quale sia la posizione del Presidente De Luca rispetto alla decisione adottata dai vertici del DEA Vallo – Agropoli, di concerto con la direzione strategica dell’ASL Salerno, rispetto alla nuova organizzazione del DEA che prevede la chiusura del Covid Hospital, 20 posti letto di Medicina Generale, il PS e 20 posti letto di lungodegenza – riabilitazione, cosa altamente funzionale per il DEA stesso. A noi pare che dopo anni di disattenzione sul presidio di Agropoli qualcosa cominci seriamente a muoversi, mettendo in rete i due presidi e offrendo alla popolazione servizi che altrimenti avrebbero dovuto ricercare nel settore privato, nel mentre crediamo di assistere aduna delegittimazione del Direttore Generale e del Direttore del DEA Vallo – Agropoli”.

Fatte le dovute precisazioni in una nota la Nursind chiede cosa sia previsto per il nosocomio agropolese e invita la Regione a programmare il futuro di questa struttura.

Le altre criticità sul territorio

Ma dal sindacato sollevano anche perplessità sulla questione del personale, carente in tutta la Regione. L’Ente si è dotato di uno strumento che favorisce il reclutamento del personale dalla Nursind, quindi, auspicano l’eliminazione del fenomeno del precariato.

Infine un appunto sui punti nascita: “ricordiamo al Presidente De Luca che il vero problema non è dove si va a nascere in costanza di una gravidanza senza problemi, ma come si accede ai punti nascita in emergenza considerate le enormi difficoltà che vive il sistema 118 e la particolare conformazione delle aree interne del Cilento e del Vallo di Diano”

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