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Ospedale di Agropoli, Botticchio sollecita Picarone: «Non siamo un comune di Serie B»

Gisella Botticchio sollecita l'onorevole Picarone e l'Asl per l'apertura di un vero pronto soccorso ad Agropoli, chiedendo il rispetto dell'atto aziendale

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 11/02/2026
Aggiornato il: 11/02/2026
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Gisella Botticchio

La gestione sanitaria del Cilento torna al centro del dibattito politico e sociale attraverso una sollecitazione diretta indirizzata all’onorevole Franco Picarone. Gisella Botticchio, rappresentante del corteo dell’8 agosto per l’ospedale di Agropoli e sostenitrice del consigliere regionale alle ultime elezioni, ha sollevato degli interrogativi riguardanti il futuro del presidio sanitario locale, sottolineando la necessità di una trasformazione strutturale che garantisca standard assistenziali adeguati alla popolazione.

Al centro della disputa vi è la richiesta di superare l’attuale configurazione del Punto di primo intervento per procedere all’apertura di un vero pronto soccorso, sul modello di quanto recentemente avvenuto in altre realtà campane.

La mancata risposta alle osservazioni sull’atto aziendale

Il Comune di Agropoli ha già formalizzato le proprie richieste di modifica in merito alla rettifica dell’atto aziendale. Tali osservazioni, presentate il 9 dicembre 2025 nel pieno rispetto dei termini di legge, miravano a ottenere una delibera da inviare con urgenza alla Regione Campania. Tuttavia, viene denunciata una mancanza di riscontri da parte della direzione generale dell’Asl. Eppure nei giorni scorsi a Oliveto Citra è stato inaugurato il nuovo pronto soccorso.

La tutela costituzionale e la zona disagiata

La battaglia per il potenziamento dell’ospedale di Agropoli si fonda su basi giuridiche e sociali. Viene richiamato con forza l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce il diritto fondamentale alla salute per ogni individuo. “Non esiste il popolo di serie B e il popolo di serie A”, si legge nella nota, che ribadisce come la comunità locale si senta attualmente penalizzata. La richiesta è chiara: dare seguito alla rettifica dell’atto aziendale per riconoscere ufficialmente la struttura come pronto soccorso in zona disagiata.

Un appello per la sicurezza dei cittadini

L’urgenza della questione è dettata dalle condizioni di un territorio che, per conformazione e flussi, necessita di una risposta sanitaria immediata e non precaria. Gisella Botticchio si fa portavoce di un sentimento diffuso di insicurezza, definendo la situazione come quella di una comunità che vive “ogni giorno appeso a un filo”.

L’appello conclusivo è un’esortazione alle autorità competenti affinché non ignorino ulteriormente le istanze umane e amministrative presentate: “Per favore diamo seguito a quanto richiesto dal popolo di Agropoli”.

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