Una partecipazione numerosa, segnata da emozione e profonda devozione, ha accompagnato la tradizionale velatura della Sacra Effige della Madonna del Sacro Monte nel Santuario di Novi Velia. Un momento particolarmente significativo che segna la conclusione della stagione dei pellegrinaggi sul Monte Gelbison e apre una nuova fase di attesa: il prossimo 18 ottobre la Vergine si metterà in cammino per raggiungere le comunità del Cilento con la Peregrinatio Mariae.
Il significato della Peregrinatio e le parole del vescovo Calvosa
Quest’anno la chiusura invernale del Santuario assume un significato ancora più speciale. La Madonna, infatti, lascerà il monte per incontrare i fedeli nei loro paesi, nelle parrocchie e nelle comunità, dando vita a un itinerario di fede che si protrarrà fino al 15 maggio 2027, giorno in cui la Sacra Effige farà ritorno a Novi Velia. La prima tappa sarà il Comune di Sacco, il 18 ottobre, da cui prenderà avvio un cammino atteso da numerosi fedeli.
La grande affluenza registrata al Santuario testimonia ancora una volta il profondo legame con la Madonna del Sacro Monte, una devozione capace di superare i confini del territorio cilentano e di coinvolgere anche comunità lontane.
«Sarà Maria ad andare incontro ai suoi figli», ha sottolineato il vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Vincenzo Calvosa, ai microfoni di Infocilento. Il senso più intenso di questo cammino è racchiuso proprio nella scelta di Maria di farsi vicina alle persone, raggiungendole nei luoghi in cui vivono.
«La Madonna andrà lei a incontrare i suoi figli», ha spiegato Calvosa, richiamando l’immagine di una madre sempre pronta a mettersi a disposizione, a raggiungere chi ha bisogno di lei e a offrire conforto e vicinanza: «Ogni mamma è sempre disposta a mettersi a disposizione dei figli e ad andare a trovarli quando ne hanno bisogno». Un’immagine semplice e profonda, che esprime la maternità spirituale di Maria e il suo desiderio di essere accanto a ogni comunità.
Nel suo intervento, monsignor Calvosa ha richiamato anche l’enciclica Redemptoris Mater di san Giovanni Paolo II, pubblicata nel 1987, come riferimento per approfondire il significato della devozione mariana nella tradizione della Chiesa. L’invito è quindi a prepararsi a questo appuntamento non soltanto nell’attesa dell’arrivo della statua, ma anche attraverso un cammino interiore che aiuti a riscoprire la preghiera e il valore della comunione ecclesiale.
Tutte le tappe: il calendario dell’itinerario mariano nel Cilento
Il cammino della Madonna del Sacro Monte prenderà ufficialmente il via il 18 ottobre a Sacco. Nel corso dell’autunno, la Sacra Effige raggiungerà anche Roccadaspide, Stio, Matinella, Capaccio, Agropoli, Santa Maria di Castellabate, Acciaroli, Prignano Cilento e Omignano.
Durante il periodo natalizio, nei mesi invernali e nel tempo quaresimale, è prevista una sosta presso il Palazzo Vescovile di Vallo della Lucania, sede della diocesi.
La peregrinatio riprenderà poi il 10 aprile 2027 con la tappa a Laurito, proseguendo verso Centola, Scario, Marina di Camerota e Velina. Un altro momento di grande rilievo spirituale sarà l’8 maggio 2027, quando la Madonna farà il suo ingresso nella Cattedrale di San Pantaleone a Vallo della Lucania. Il percorso si concluderà infine il 15 maggio con il rientro a Novi Velia, al termine di un itinerario che attraverserà numerose comunità e offrirà a tanti fedeli l’opportunità di vivere da vicino l’incontro con la Vergine.
Dalla partecipazione vissuta al Santuario del Gelbison alla partenza per Sacco, si apre così una stagione di incontri che coinvolgerà il Cilento per diversi mesi. La velatura della Sacra Effige segna la conclusione della stagione dei pellegrinaggi sul monte, ma non interrompe il legame tra la Madonna e i suoi fedeli. Al contrario, prepara un nuovo cammino nel quale sarà proprio la Vergine a raggiungere le comunità: il significato più profondo della Peregrinatio Mariae risiede in una presenza materna che si fa vicina, in un invito alla preghiera e in un’occasione per ritrovarsi uniti attorno alla fede.
Come ha ricordato il vescovo Vincenzo Calvosa, l’attesa della Madonna deve diventare un’opportunità per riflettere, rinnovarsi spiritualmente e crescere nella devozione secondo la tradizione della Chiesa.
