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Cronaca

Eboli, sequestrato deposito abusivo di 5.000 mq: distrutti i nidi del Gruccione, specie protetta

Blitz dei Carabinieri Forestali a Eboli: sequestrata un'area di 5.000 mq trasformata in deposito abusivo. Denunciato un imprenditore per danni alla biodiversità.

Di: Antonio Elia
Pubblicato il: 09/06/2026
Aggiornato il: 09/06/2026
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Importante operazione a tutela dell’ambiente e della biodiversità nel territorio di Eboli, dove i Carabinieri Forestali del Nucleo di Capaccio Paestum hanno posto sotto sequestro un’area di circa 5.000 metri quadrati.

L’intervento, condotto con il supporto tecnico del Nucleo Guardie Giurate Ambientali dell’Accademia Kronos APS di Salerno, ha portato alla luce una grave trasformazione abusiva di un terreno agricolo, utilizzato come polo di stoccaggio e deposito senza le necessarie autorizzazioni.

Da terreno agricolo a deposito abusivo per vivai

Secondo quanto emerso dai controlli effettuati sul territorio, l’area era stata completamente convertita in un deposito permanente di sabbia, terreno e altri materiali destinati a rifornire alcune attività vivaistiche della zona.

Le verifiche hanno consentito di accertare che il sito operava in totale assenza di titoli autorizzativi e senza alcun provvedimento di cambio della destinazione d’uso del terreno. I militari hanno riscontrato una sostanziale alterazione della vocazione agricola dell’area, trasformata di fatto in un centro di stoccaggio abusivo con pesanti ripercussioni sull’equilibrio ambientale del comprensorio.

Biodiversità a rischio: compromessi i nidi del Gruccione

L’aspetto più delicato dell’operazione è emerso durante gli accertamenti naturalistici. All’interno dei cumuli di sabbia presenti nel sito è stata infatti individuata una colonia di gruccioni (Merops apiaster), una specie migratoria protetta che utilizza proprio le pareti sabbiose per scavare i cunicoli destinati alla nidificazione.

Le attività di movimentazione del terreno avrebbero provocato il danneggiamento di numerosi nidi, mettendo a serio rischio il ciclo riproduttivo degli esemplari presenti nell’area. Per questo motivo, nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori approfondimenti tecnici finalizzati a quantificare con esattezza l’impatto ambientale e i danni arrecati alla fauna selvatica.

Rinvenuti anche rifiuti speciali: scatta la denuncia

Nel corso delle operazioni, i Carabinieri Forestali hanno inoltre scoperto un deposito incontrollato di circa 70-80 metri cubi di rifiuti speciali. Tra i materiali rinvenuti figurano:

  • Terre e rocce da scavo;
  • Materiali inerti provenienti da demolizioni edili.

Tutti i residui erano accumulati senza il minimo rispetto delle normative vigenti in materia di gestione e tracciabilità dei rifiuti.

Al termine degli accertamenti, l’imprenditore ritenuto responsabile della gestione del sito è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria. Le pesanti contestazioni riguardano la realizzazione di un deposito in assenza delle necessarie autorizzazioni, la gestione illecita e lo smaltimento incontrollato di rifiuti, oltre al reato di danneggiamento dei nidi e disturbo di una specie animale particolarmente protetta.

L’operazione conferma l’attenzione massima delle forze dell’ordine e delle guardie ambientali nella tutela del patrimonio naturale del Salernitano, con controlli mirati a contrastare gli illeciti edilizi e commerciali che mettono a rischio gli ecosistemi locali.

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