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Dall’hackathon di Padula parte l’innovazione delle aree interne e la sfida allo spopolamento

Si è svolto sabato 11 e domenica 12 novembre a Padula, nella splendida cornice della Certosa di San Lorenzo,

Di:
Federica Pistone
Pubblicato il: 15/11/2023
Aggiornato il: 15/11/2023
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Si è svolto sabato 11 e domenica 12 novembre a Padula, nella splendida cornice della Certosa di San Lorenzo, la terza edizione del Silicon Valley Study Tour Hackathon Padula 2023, il terzo evento di questo genere in Italia e il primo del centro-sud.

La manifestazione, incentrata prevalentemente sulla sostenibilità ambientale, è stata organizzata da Monaci Digitali, Vallo Web Digital Hub e Silicon Valley Study Tour, con il sostegno delle aziende Cardinale Group, Pinto, Sistema Cilento e ShopNow e grazie al patrocinio del Comune di Padula.

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Alla maratona creativa hanno partecipato circa 100 ragazzi, provenienti da tutta l’Italia, suddivisi in 18 squadre (tavoli), che hanno lavorato per due giorni alla progettazione e allo sviluppo di idee legate al tema della sostenibilità ambientale. A supervisionarli esperti e consulenti di livello internazionale, tra i quali, direttamente dalla Silicon Valley per l’evento, Antonella Rubicco, cofounder e Ceo di A3Cube Inc, Cosimo Spera, docente universitario, fondatore e Ceo in Silicon Valley di Minerva CQ.

Un’entusiasmante competizione tra i partecipanti per aggiudicarsi varie borse di studio

Terminata la fase progettuale, una giuria di esperti e imprenditori ha valutato tutte le proposte elaborate, assegnando il primo premio al team BRIDGIT del tavolo 12, composto da Antony Belgianni, Giuseppe Marcone, Giuseppe Marotta, Rocco Pizzulo e Domenico Pierri. Il team ha implementato un sistema di mobilità per i dipendenti delle aziende, attraverso la Redazione di piani di Mobility Management, l’uso di algoritmi di Graph Theory and AI e la combinazione tra l’utilizzo di mezzi di trasporto personali, mobilità condivisa (car-sharing e trasporto pubblico) e alternative elettriche a basso impatto (monopattini, e-bike).

L’idea progettuale ha convinto tutti i giudici della gara. Così come è stata considerata altrettanto valida anche l’idea elaborata dal team USEDTO del tavolo 1, composto da Nicola Moscufo,
Christian Pio Palermo, Francesco Moscufo e Ferdinando Del Vecchio.

I cinque partecipanti hanno sviluppato una soluzione in grado di aiutare i ragazzi a poter sfruttare i testi inutilizzati, favorendo così la sostenibilità. Il progetto innovativo si è aggiudicato il premio messo in palio da Banca Sella che preveda l’utilizzo per tre mesi del co-working SellaLab di Salerno.

Infine il terzo premio, offerto da Moby Dick ETS, è andato al team WATER WATT ENERGY del tavolo 10, formato da Daniele Pericolo, Piergiorgio De Paola, Francesco Spolzino e Giovanni Ippolito, tutti studenti del Vallo di Diano. In questo caso, il progetto prevedeva il riuso dell’acqua potabile per la produzione di energia idroelettrica. Grazie a quest’idea, i vincitori potranno visitare e partecipare a delle lezioni presso il centro di robotica e coding Teknopark di Istanbul in Turchia.

Obiettivi e risultati

L’hackathon SVST di Padula 2023 rappresenta la prima tappa di un percorso imprenditoriale e di innovazione territoriale lanciato da Monaci Digitali, una startup che sta realizzando un co-working per nomadi digitali proprio nella magnifica Certosa di San Lorenzo. L’obiettivo è quello di ospitare nei locali del complesso certosino i nomadi digitali di tutto il Mondo che, con il loro lavoro da remoto, trasformeranno le periferie, invertendo le tendenze occupazionali, sociali e demografiche attuali. “La tendenza al lavoro da remoto – spiegano gli ideatori del progetto – si sposta con la transizione ecologica e la ricerca di modelli di lavoro sostenibili, anche dal punto di vista sociale”. Del resto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza riconosce il valore cruciale del lavoro da remoto come strumento per il progresso del Paese. “Se il nostro problema è quello dello spopolamento delle Aree Interne, come quella del Vallo di Diano, – ha sottolineato il fondatore di Monaci Digitali, Gianluca Vegliante – dobbiamo risolverlo cercando di far arrivare nuove persone, ed evitare che i ragazzi vadano via perdendo potenziali talenti e opportunità. Con questa iniziativa abbiamo dimostrato come si possono raggiungere questi risultati: creando occasioni per i giovani. Monaci Digitali sarà un co-working e co-living che permetterà ai giovani di venire a lavorare in queste zone”.

Un bilancio dell’evento

A tracciare un bilancio conclusivo dell’evento è stato il fondatore di Silicon Valley Tour, l’ingegnere Paolo Marenco: “Questa edizione dell’hackathon è stata eccezionale, sia in termini di partecipazione e sia in termini di sostenitori, un vero record. Neppure le edizioni svolte in contesti urbani sono riuscite a raggiungere numeri simili. Questo vuol dire che l’organizzazione ha saputo svolgere un lavoro preparatorio di assoluto rilievo e anche il territorio è pronto a questo tipo di iniziative che sicuramente riproporremo insieme a Monaci Digitali.”

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