Centola ha accolto Carlos Attilio Capozzoli, discendente diretto della celebre famiglia dei fratelli Capozzoli, giunto da Buenos Aires insieme alla moglie per visitare i luoghi simbolo del territorio cilentano. Ad accogliere gli ospiti in rappresentanza dell’Amministrazione comunale e della comunità locale è stata l’assessore alla Cultura, Lucia Marrazzo. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di valorizzazione della memoria storica e dell’identità locale, rafforzando il legame profondo tra la terra d’origine e la diaspora cilentana all’estero.
L’itinerario culturale tra il centro storico e l’Antiquarium di Palinuro
La visita guidata si è snodata attraverso i siti che custodiscono il patrimonio archeologico e la memoria del Comune. Ad accompagnare la delegazione italo-argentina, oltre all’assessore Marrazzo, erano presenti i rappresentanti delle associazioni culturali del territorio, l’archeologa Marida Muscetta e i giovani tirocinanti dell’Antiquarium di Palinuro, Erika Sacco e Alessandro Gallo. L’incontro ha permesso di mostrare agli ospiti i tesori conservati nella struttura museale costiera e di ripercorrere le tappe storiche che hanno visto la famiglia Capozzoli protagonista degli eventi risorgimentali nel Cilento.
L’invito ufficiale alle celebrazioni per il bicentenario dei Moti del 1828
Durante l’accoglienza istituzionale, la civica Amministrazione ha formalizzato un invito speciale a Carlos Attilio Capozzoli e alla consorte: ritornare a Centola tra due anni per prendere parte alle celebrazioni ufficiali del bicentenario dei Moti del 1828. Un appuntamento storico di primaria importanza per l’intero comprensorio, destinato a rievocare le figure e le vicende insurrezionali che segnarono la lotta per la libertà nel Regno delle Due Sicilie.
L’Amministrazione ha espresso profonda gratitudine per la visita, sottolineando l’alto valore simbolico dell’incontro: “Per noi è stato un vero onore accompagnarli per le strade del nostro paese e condividere con loro un momento così significativo, incontrando un discendente di chi ha contribuito a scrivere una pagina importante della storia del nostro territorio. Perché la storia non appartiene soltanto al passato: vive nelle persone, nelle loro radici e nella memoria che, insieme, continuiamo a custodire e tramandare”.
