Il panorama politico di Eboli subisce una scossa profonda con la decisione ufficiale del gruppo Eboli Domani di passare all’opposizione. I rappresentanti della coalizione, tra cui il vicesindaco Gianmaria Sgritta, l’assessore Rossella Corrado e i consiglieri comunali Adolfo Lavorgna, Cesare Moscariello e Mariarosaria Pierro, hanno espresso una netta presa di distanza dall’operato del sindaco Mario Conte, segnando una frattura che ridefinisce gli equilibri all’interno del governo cittadino.
In un documento dettagliato, il gruppo ha respinto le recenti dichiarazioni del primo cittadino, evidenziando come l’attuale situazione di stallo sia la diretta conseguenza di una gestione amministrativa accentrata e priva di reale condivisione.
Le ragioni della crisi amministrativa
Secondo quanto denunciato da Eboli Domani, la crisi del comune non deriva da fattori esterni, ma si è sviluppata a causa dell’isolamento politico e istituzionale in cui la giunta si sarebbe progressivamente collocata. Nel testo diffuso dalla compagine si legge una dura critica alla gestione del potere locale:
“La verità è semplice e sotto gli occhi di tutti: se oggi Eboli vive uno dei momenti più difficili e delicati della sua storia amministrativa recente, ciò è il risultato di scelte solitarie, di chiusure politiche, di promesse disattese e di un progressivo svuotamento del ruolo della maggioranza consiliare.”
L’accusa principale si concentra sull’esclusione di un’ampia fetta della maggioranza dalle decisioni strategiche per il territorio, riducendo l’azione amministrativa a dinamiche interne a una ristretta cerchia decisionale.
Il caso del piano urbanistico e delle commissioni
Tra gli episodi specifici citati a sostegno della rottura emerge la gestione del preliminare del Piano urbanistico comunale. Il documento sottolinea come lo strumento di pianificazione sia stato presentato alla città senza che vi fosse stato un confronto preventivo con la stessa maggioranza chiamata a sostenerlo, configurando un metodo definito autoreferenziale.
A questo si aggiunge la critica relativa alla presunta esclusione delle minoranze consiliari dagli organismi di garanzia, con riferimento esplicito alla Commissione locale per il paesaggio. Questa serie di passaggi ha convinto il gruppo dell’impossibilità di proseguire all’interno dell’attuale perimetro di governo.
Il provvedimento sulla rottamazione dei tributi
Nonostante la forte contrapposizione, il gruppo ha tenuto a rivendicare l’apporto costruttivo fornito durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. Eboli Domani ha infatti promosso l’inversione dell’ordine del giorno per accelerare l’approvazione dell’adesione alla rottamazione dei tributi locali.
Si tratta di un provvedimento finalizzato a consentire a famiglie e cittadini in condizioni economico-finanziarie complesse di regolarizzare le proprie pendenze con l’ente pubblico. Questo atto viene presentato come una prova di senso delle istituzioni e di priorità accordata alle esigenze concrete della collettività, al di sopra delle scadenze e delle convenienze strettamente politiche.
Il passaggio formale all’opposizione
Il documento si conclude con l’annuncio del nuovo posizionamento nell’assise cittadina e con un invito generale alla trasparenza. La delegazione di Eboli Domani ha chiarito che la responsabilità delle attuali difficoltà risiede nel rifiuto del dialogo democratico da parte del vertice dell’amministrazione:
“La prima responsabilità, oggi, è quella di verificare che la crisi politica che attraversa Eboli non nasce dall’iniziativa di chi ha avuto il coraggio di denunciare ciò che non funzionava, ma da chi per troppo tempo ha rifiutato il confronto, confondendo il consenso ricevuto dai cittadini con una delega in bianco.”
Con questa presa di posizione, il gruppo sancisce la fine della propria esperienza nella maggioranza guidata da Mario Conte, aprendo una fase di incertezza per il futuro amministrativo del comune.
