Niente trasferimento nel Cilento per le capre di Anacapri. La vicenda che nei mesi scorsi aveva acceso il dibattito pubblico e sollevato le proteste di diverse associazioni si è conclusa con una svolta definitiva: gli animali resteranno sull’isola, accolti in una nuova struttura locale gestita da un’azienda agricola del territorio.
Il passo indietro dell’azienda cilentana e la nuova destinazione
Il trasferimento delle capre ad Agropoli è definitivamente sfumato. L’amministrazione comunale di Anacapri ha infatti approvato una nuova delibera, prendendo atto della rinuncia da parte dell’azienda cilentana inizialmente individuata per ospitare il gregge.
Di fronte al passo indietro, il comune guidato dal sindaco Franco Cerrotta si è attivato tempestivamente per trovare una soluzione alternativa. Gli uffici comunali hanno contattato una seconda azienda agricola, questa volta con sede direttamente ad Anacapri, che ha dato la propria disponibilità a prendersi cura degli animali. L’accordo prevede che le caprette vengano ospitate in regime di oasi, escludendo in modo categorico qualsiasi utilizzo commerciale di tipo produttivo o alimentare.
Le criticità ambientali sul monte Solaro
Alla base della decisione di ricollocare il gregge ci sono i problemi di carattere ambientale e idrogeologico registrati negli ultimi anni sul monte Solaro di Capri. La presenza incontrollata degli animali aveva causato danni rilevanti a un ecosistema particolarmente fragile e vulnerabile.
A tal proposito, il primo cittadino aveva evidenziato in passato la criticità della situazione: «vegetazione mangiata, muretti e strutture lesionati, problemi lungo le strade». La dorsale compresa tra il Monte Solaro e la valle di Cetrella rappresenta una riserva naturale delicata, dove il sovraffollamento faunistico rischiava di compromettere la tutela del paesaggio costiero e la sicurezza del territorio, già segnato da incendi boschivi negli anni passati.
Le polemiche e la mobilitazione delle associazioni
Nei mesi scorsi, l’ipotesi di trasferire gli animali sulla terraferma aveva scatenato una forte ondata di proteste da parte di numerose associazioni ambientaliste e animaliste del Cilento e della Campania. I riflettori erano stati puntati soprattutto sulle garanzie relative al benessere degli animali, con interrogativi specifici riguardo alla possibile destinazione commerciale o alla macellazione.
La mobilitazione aveva coinvolto anche le istituzioni locali di Agropoli, impegnate a fare chiarezza sulla vicenda e a verificare l’idoneità della struttura designata. Con la nuova assegnazione all’azienda di Anacapri, la questione trova una chiusura che tutela la permanenza delle capre sul territorio isolano e spegne le polemiche.
